Arte /

Bramante

Bramante

user profile picture

Seraphine Abadzi

101 Followers
 

Arte

 

3ªm/3ªl/4ªl

Appunto

Bramante

 BRAMANTE
È a cavallo tra 1400 e 1500. Nasce nel 1444 a Urbino e muore a
oma nel 1514. Bramante è consapevole delle caratteristiche del
1400

Commenti (1)

Condividi

Salva

14

Il Rinascimento; Cinquecento; Bramante

Non c'è niente di adatto? Esplorare altre aree tematiche.

BRAMANTE È a cavallo tra 1400 e 1500. Nasce nel 1444 a Urbino e muore a oma nel 1514. Bramante è consapevole delle caratteristiche del 1400 e interprete delle caratteristiche del 500. Nasce come incisore e poi sviluppa la propria arte da architetto. Nasce nelle corte dei Montefeltro. Federico da Montefeltro è a Urbino, che è anche il luogo di inizio di Piero della Francesca (che aveva influenze dell'arte fiamminga). Le influenze di Piero della Francesca, che si focalizzava sulla luce Frequenterà Alberti e Mantegna, passerà a Padova e a Mantova, quindi vedrà anche il rinascimento antiquario. Passerà a Milano e a Roma. Molti artisti confluiscono a Roma perché lì si stanno aprendo i grandi cantieri. Tutto avviene a Roma. Le opere precedenti sono a Milano e le ultime sono a Roma. Disegno per l'incisore Bernardino Prevedari E' un'importante "traduzione" delle idee del grande artista in fatto di architettura. Dal disegno si evince l'interesse e la concezione originale con cui Bramante affrontava l'architettura. Si evince anche l'influenza del classicismo archeologico che acquisì durante la sua formazione padovana. Vi sono elementi decorativi che ritroviamo nel progetto di Santa Maria delle grazie, quali gli elementi circolari divisi in otto spicchi che rimandano simbolicamente alla nascita di Maria Cristo alla colonna È la rappresentazione di un interno. Proviene dal lato sinistro di un'opera. C'è...

Con noi per un apprendimento più divertente

Aiuto per i compiti

Con la funzionalità Domande, è possibile porre domande e ricevere risposte da altri studenti in qualsiasi momento.

Imparare insieme

Unisciti a migliaia di studenti per condividere conoscenze, scambiare idee e aiutarvi a vicenda. Un'applicazione interattiva all-in-one.

Sicura e testata

Che si tratti di riassunti, esercizi o appunti delle lezioni, Knowunity garantisce che tutti i contenuti siano verificati e crea un ambiente di apprendimento sicuro a cui il vostro bambino può accedere in qualsiasi momento.

Scarica l'applicazione

Didascalia alternativa:

un'attenzione alla luminosità e ha una direzionalità evidente. Si notano anche le ombre. C'è un'attenzione al particolare perché si vedono le vene in tensione, muscolatura precisa, cura nella realizzazione della barba, capigliatura, corona di spine, nella corda verosimile, la pelle raggrinzita dalla corda che stringe. Questi elementi danno valore alla capacità di resa grafica di Bramante. Artisti quattrocenteschi non erano riusciti a descrivere con tanta cura il corpo umano e lo sfondo. Un contributo al dettaglio e attenzione alla luminosità (gioco luci- ombre). Leggere ombreggiature. Riflesso sulla capigliatura di Cristo. Disegno, proporzioni e luminosità, danno armonia. Questo è frutto della sua conoscenza della pittura fiamminga e di Antonello da Messina, perché i fiamminghi erano bravi a restituire un'opera luminosa. Ci sono altri dettagli che vanno oltre la resa del corpo. Anche lo sfondo da prove di rappresentazione dettagliata e verosimile. La presenza della finestra non è casuale, consente di arricchire motivazioni non legate al momento narrato, ma contemporanei (fine 400). C'è una pisside sulla finestra, che di solito non si colloca su una finestra, ma su un'urna. Questa, che è espressione del sacrificio di Cristo, potrebbe essere una specie di baluardo. C'era la minaccia turca, si temeva che i turchi potessero avanzare, quindi la pisside era una protezione dall'avanzata turca. Si intravedono altri elementi legati all'opera di Leonardo da Vinci. Fa cogliere la profondità della scena senza che ci sia un'architettura. Progressiva degradazione dei colori verso l'orizzonte. Santa Maria presso S. Satiro, Milano C'era la sepoltura di S. Satiro. In corrispondenza di questo martiria, viene chiesto a Bramante di costruire una basilica, ma lo spazio è relativamente piccolo Martiria = tomba circolare dove è sepolto il martire La navata centrale e il transetto sono coperti a botte; La navata laterale prosegue anche lungo il perimetro del transetto; La cupola emisferica cassettonata è tipo Pantheon con tiburio esterno; Limite di via del Falcone; Finto coro a tre campate compresso in 90 cm di spessore; Alcuni riferimenti illustri: La cattedrale di Sant'Andrea, la basilica di S. Spirito, la Sacra conversazione, il Pantheon, la cappella Pazzi. Tribuno di S.Maria delle Grazie La seconda architettura bramantesca a Milano è la tribuna della chiesa di Santa Maria delle Grazie. Fu progettata su commissione di Ludovico Sforza che voleva trasformarla nella chiesa palatina e nel mausoleo dinastico della famiglia. L'intervento del Bramante si innesta sulla parte già realizzata dal Solari. La commistione delle due parti è coerente nei materiali (uso del mattone come da tradizione lombarda) ma stridente nell'articolazione delle masse. Anche all'interno si vede il passaggio tra i due progetti, con motivi riccamente policromi nella parte del Solari e decori geometrici, a due colori, nella parte bramantesca. Nella tribuna la decorazione è limitata ai quattro pennacchi che raffigurano i dottori della chiesa. Per il resto ci sono dei motivi geometrici come il cerchio a otto spicchi già visto nell'incisione del Prevedari. Osservando l'interno si deduce il forte legame con la Sagrestia vecchia di Brunelleschi. Come quest'ultima vi è una geometria che vede nel cubo il solido generatore degli spazi. Anche l'alternanza delle cupole è simile al progetto brunelleschiano. Nello sviluppo di Bramante il cubo centrale della tribuna si articola grazie a due ampie esedre che dilatano lo spazio, e un profondo coro anch'esso terminante con un abside semicircolare. Come nella Sagrestia vecchia, vi sono due spazi cubici contigui, a scala diversa a cui corrisponde una sequenza di cupole con quella di rotazione a copertura del presbiterio e quella ombrelliforme a copertura del coro. Tempietto di S.Pietro in Montorio Piccolo edificio con funzione commemorativa del luogo di crocifissione di S. Pietro presso Montorio, vicino la chiesa di S. Pietro. La cripta sottostante corrisponde al punto esatto in cui fu collocata la croce del martirio. La forma del tempietto fa riferimento sia alle costruzioni classiche che ai martiria paleocristiani. Il committente è il Re di Spagna Ferdinando d'Aragona. Il tempietto, monoptero, ha un corpo cilindrico che costituisce la cella del tempio, la cui muratura è scavata da nicchie insolitamente profonde e scandita da paraste come proiezione delle colonne del peristilio. La costruzione è infatti circondata da un colonnato dorico sopraelevato su gradini; sulle colonne corre una trabeazione conforme alle indicazioni vitruviane, con un fregio decorato con triglifi e metope. Le colonne sono di granito grigio; le altre membrature di travertino. -Un alto tamburo e la balaustra mediano lo spazio tra il piano terra e la cupola; -Il progetto originale di Bramante prevedeva il cortile circolare e porticato, in stretto legame con il progetto Il tempietto avrebbe dovuto inserirsi al centro di un cortile circolare, non realizzato (l'attuale è di forma quadrangolare), così da evidenziare la perfetta simmetria dell'impianto e sottolineare la centralità del tempio la cui struttura si radiava nel cortile, proiettando le 16 colonne in altrettante che formano un portico circolare, come possiamo vedere in una ricostruzione del Serlio. Si possono in questo senso ricordare il mausoleo di Santa Costanza e quello di Santo Stefano Rotondo al Celio. Un altro riferimento di Bramante fu la ben più grande mole del Pantheon, a pianta circolare. La costruzione del tempietto si pone al centro della ricerca che coinvolse tutti gli architetti del Rinascimento, relativa alla pianta centrale come modello per rappresentare la realtà divina ed il cosmo; L'interno della cella, circolare, è in qualche modo trasformata da alte e profonde nicchie, quattro delle quali ospitano piccole statue degli evangelisti. Sull'altare è collocata una statua di San Pietro di anonimo lombardo. Il pavimento è a tessere marmoree policrome, nello stile cosmatesco. Lo spazio è coperto con una cupola (rivestita in piombo), progettata in conglomerato cementizio (alla maniera degli antichi) e posta su di un tamburo ornato da lesene a formare un ordine sovrapposto a quello delle colonne del tempietto;

Arte /

Bramante

Bramante

user profile picture

Seraphine Abadzi

101 Followers
 

Arte

 

3ªm/3ªl/4ªl

Appunto

Bramante

Questo Contenuto è disponibile solamente nell' app di Knowunity

 BRAMANTE
È a cavallo tra 1400 e 1500. Nasce nel 1444 a Urbino e muore a
oma nel 1514. Bramante è consapevole delle caratteristiche del
1400

Aprire l'app

Condividi

Salva

14

Commenti (1)

K

Un appunto così carino per la scuola 😍😍, è davvero utile!

Il Rinascimento; Cinquecento; Bramante

BRAMANTE È a cavallo tra 1400 e 1500. Nasce nel 1444 a Urbino e muore a oma nel 1514. Bramante è consapevole delle caratteristiche del 1400 e interprete delle caratteristiche del 500. Nasce come incisore e poi sviluppa la propria arte da architetto. Nasce nelle corte dei Montefeltro. Federico da Montefeltro è a Urbino, che è anche il luogo di inizio di Piero della Francesca (che aveva influenze dell'arte fiamminga). Le influenze di Piero della Francesca, che si focalizzava sulla luce Frequenterà Alberti e Mantegna, passerà a Padova e a Mantova, quindi vedrà anche il rinascimento antiquario. Passerà a Milano e a Roma. Molti artisti confluiscono a Roma perché lì si stanno aprendo i grandi cantieri. Tutto avviene a Roma. Le opere precedenti sono a Milano e le ultime sono a Roma. Disegno per l'incisore Bernardino Prevedari E' un'importante "traduzione" delle idee del grande artista in fatto di architettura. Dal disegno si evince l'interesse e la concezione originale con cui Bramante affrontava l'architettura. Si evince anche l'influenza del classicismo archeologico che acquisì durante la sua formazione padovana. Vi sono elementi decorativi che ritroviamo nel progetto di Santa Maria delle grazie, quali gli elementi circolari divisi in otto spicchi che rimandano simbolicamente alla nascita di Maria Cristo alla colonna È la rappresentazione di un interno. Proviene dal lato sinistro di un'opera. C'è...

Non c'è niente di adatto? Esplorare altre aree tematiche.

Con noi per un apprendimento più divertente

Aiuto per i compiti

Con la funzionalità Domande, è possibile porre domande e ricevere risposte da altri studenti in qualsiasi momento.

Imparare insieme

Unisciti a migliaia di studenti per condividere conoscenze, scambiare idee e aiutarvi a vicenda. Un'applicazione interattiva all-in-one.

Sicura e testata

Che si tratti di riassunti, esercizi o appunti delle lezioni, Knowunity garantisce che tutti i contenuti siano verificati e crea un ambiente di apprendimento sicuro a cui il vostro bambino può accedere in qualsiasi momento.

Scarica l'applicazione

Knowunity

Scuola. Finalmente semplice.

Aprire l'app

Didascalia alternativa:

un'attenzione alla luminosità e ha una direzionalità evidente. Si notano anche le ombre. C'è un'attenzione al particolare perché si vedono le vene in tensione, muscolatura precisa, cura nella realizzazione della barba, capigliatura, corona di spine, nella corda verosimile, la pelle raggrinzita dalla corda che stringe. Questi elementi danno valore alla capacità di resa grafica di Bramante. Artisti quattrocenteschi non erano riusciti a descrivere con tanta cura il corpo umano e lo sfondo. Un contributo al dettaglio e attenzione alla luminosità (gioco luci- ombre). Leggere ombreggiature. Riflesso sulla capigliatura di Cristo. Disegno, proporzioni e luminosità, danno armonia. Questo è frutto della sua conoscenza della pittura fiamminga e di Antonello da Messina, perché i fiamminghi erano bravi a restituire un'opera luminosa. Ci sono altri dettagli che vanno oltre la resa del corpo. Anche lo sfondo da prove di rappresentazione dettagliata e verosimile. La presenza della finestra non è casuale, consente di arricchire motivazioni non legate al momento narrato, ma contemporanei (fine 400). C'è una pisside sulla finestra, che di solito non si colloca su una finestra, ma su un'urna. Questa, che è espressione del sacrificio di Cristo, potrebbe essere una specie di baluardo. C'era la minaccia turca, si temeva che i turchi potessero avanzare, quindi la pisside era una protezione dall'avanzata turca. Si intravedono altri elementi legati all'opera di Leonardo da Vinci. Fa cogliere la profondità della scena senza che ci sia un'architettura. Progressiva degradazione dei colori verso l'orizzonte. Santa Maria presso S. Satiro, Milano C'era la sepoltura di S. Satiro. In corrispondenza di questo martiria, viene chiesto a Bramante di costruire una basilica, ma lo spazio è relativamente piccolo Martiria = tomba circolare dove è sepolto il martire La navata centrale e il transetto sono coperti a botte; La navata laterale prosegue anche lungo il perimetro del transetto; La cupola emisferica cassettonata è tipo Pantheon con tiburio esterno; Limite di via del Falcone; Finto coro a tre campate compresso in 90 cm di spessore; Alcuni riferimenti illustri: La cattedrale di Sant'Andrea, la basilica di S. Spirito, la Sacra conversazione, il Pantheon, la cappella Pazzi. Tribuno di S.Maria delle Grazie La seconda architettura bramantesca a Milano è la tribuna della chiesa di Santa Maria delle Grazie. Fu progettata su commissione di Ludovico Sforza che voleva trasformarla nella chiesa palatina e nel mausoleo dinastico della famiglia. L'intervento del Bramante si innesta sulla parte già realizzata dal Solari. La commistione delle due parti è coerente nei materiali (uso del mattone come da tradizione lombarda) ma stridente nell'articolazione delle masse. Anche all'interno si vede il passaggio tra i due progetti, con motivi riccamente policromi nella parte del Solari e decori geometrici, a due colori, nella parte bramantesca. Nella tribuna la decorazione è limitata ai quattro pennacchi che raffigurano i dottori della chiesa. Per il resto ci sono dei motivi geometrici come il cerchio a otto spicchi già visto nell'incisione del Prevedari. Osservando l'interno si deduce il forte legame con la Sagrestia vecchia di Brunelleschi. Come quest'ultima vi è una geometria che vede nel cubo il solido generatore degli spazi. Anche l'alternanza delle cupole è simile al progetto brunelleschiano. Nello sviluppo di Bramante il cubo centrale della tribuna si articola grazie a due ampie esedre che dilatano lo spazio, e un profondo coro anch'esso terminante con un abside semicircolare. Come nella Sagrestia vecchia, vi sono due spazi cubici contigui, a scala diversa a cui corrisponde una sequenza di cupole con quella di rotazione a copertura del presbiterio e quella ombrelliforme a copertura del coro. Tempietto di S.Pietro in Montorio Piccolo edificio con funzione commemorativa del luogo di crocifissione di S. Pietro presso Montorio, vicino la chiesa di S. Pietro. La cripta sottostante corrisponde al punto esatto in cui fu collocata la croce del martirio. La forma del tempietto fa riferimento sia alle costruzioni classiche che ai martiria paleocristiani. Il committente è il Re di Spagna Ferdinando d'Aragona. Il tempietto, monoptero, ha un corpo cilindrico che costituisce la cella del tempio, la cui muratura è scavata da nicchie insolitamente profonde e scandita da paraste come proiezione delle colonne del peristilio. La costruzione è infatti circondata da un colonnato dorico sopraelevato su gradini; sulle colonne corre una trabeazione conforme alle indicazioni vitruviane, con un fregio decorato con triglifi e metope. Le colonne sono di granito grigio; le altre membrature di travertino. -Un alto tamburo e la balaustra mediano lo spazio tra il piano terra e la cupola; -Il progetto originale di Bramante prevedeva il cortile circolare e porticato, in stretto legame con il progetto Il tempietto avrebbe dovuto inserirsi al centro di un cortile circolare, non realizzato (l'attuale è di forma quadrangolare), così da evidenziare la perfetta simmetria dell'impianto e sottolineare la centralità del tempio la cui struttura si radiava nel cortile, proiettando le 16 colonne in altrettante che formano un portico circolare, come possiamo vedere in una ricostruzione del Serlio. Si possono in questo senso ricordare il mausoleo di Santa Costanza e quello di Santo Stefano Rotondo al Celio. Un altro riferimento di Bramante fu la ben più grande mole del Pantheon, a pianta circolare. La costruzione del tempietto si pone al centro della ricerca che coinvolse tutti gli architetti del Rinascimento, relativa alla pianta centrale come modello per rappresentare la realtà divina ed il cosmo; L'interno della cella, circolare, è in qualche modo trasformata da alte e profonde nicchie, quattro delle quali ospitano piccole statue degli evangelisti. Sull'altare è collocata una statua di San Pietro di anonimo lombardo. Il pavimento è a tessere marmoree policrome, nello stile cosmatesco. Lo spazio è coperto con una cupola (rivestita in piombo), progettata in conglomerato cementizio (alla maniera degli antichi) e posta su di un tamburo ornato da lesene a formare un ordine sovrapposto a quello delle colonne del tempietto;