L'instaurazione della dittatura fascista
Dopo la presa del potere, Mussolini pose rapidamente le basi per la trasformazione del regime in senso autoritario. Istituì il Gran Consiglio del Fascismo e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, mentre intensificava la violenza contro gli oppositori politici.
Highlight: La nuova legge elettorale maggioritaria, nota come "legge Acerbo", favorì il trionfo del partito fascista alle elezioni del 1924, dove ottenne il 65% dei voti.
L'assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, che aveva denunciato i brogli e le violenze fasciste, segnò un punto di svolta. L'opposizione rispose con la "secessione dell'Aventino", ritirandosi dai lavori parlamentari.
Vocabolario: La "secessione dell'Aventino" fu la protesta dei deputati antifascisti che si astennero dai lavori parlamentari dopo l'omicidio Matteotti, sperando in un intervento del re contro Mussolini.
Nel gennaio 1925, Mussolini diede inizio alla vera e propria dittatura con l'emanazione delle cosiddette "leggi fascistissime". Queste misure autoritarie prevedevano:
- La responsabilità del capo del governo solo verso il re, non più verso il Parlamento
- La messa fuori legge di tutti i partiti politici e le associazioni non fasciste
- La sostituzione dei sindaci eletti con podestà nominati dal governo
- L'abolizione della libertà di stampa
- L'introduzione della pena di morte e di un Tribunale speciale per i reati politici
- Il confino per gli oppositori
Definizione: Il "confino" era una misura di polizia che prevedeva l'allontanamento forzato di persone considerate pericolose in località isolate, spesso isole o piccoli paesi.
Nel mondo del lavoro, il regime fascista impose leggi sindacali che abolivano il diritto di sciopero e introducevano il sistema corporativo, regolato dalla "Carta del Lavoro".
Per consolidare il suo potere, Mussolini attuò politiche protezionistiche in campo economico e strinse i Patti Lateranensi con la Chiesa cattolica nel 1929.
Esempio: Tra i simboli più noti del regime fascista vi erano il fascio littorio, il saluto romano e l'appellativo di "Duce" per Mussolini.
La dittatura fascista si caratterizzò per un forte controllo sulla società, l'esaltazione del nazionalismo e la repressione di ogni forma di dissenso, trasformando profondamente l'Italia fino alla caduta del regime nel 1943.



