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Immanuel Kant

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Immanuel Kant
Immanuel Kant è un illuminista tedesco con
profondi interessi per scienza e filosofia.
Come per le figure di Socrate e Platone
Immanuel Kant
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Critica della Ragion Pratica

Sintesi ragionata del secondo libro di Kant

Immanuel Kant Immanuel Kant è un illuminista tedesco con profondi interessi per scienza e filosofia. Come per le figure di Socrate e Platone, il suo contributo è così importante da risultare un punto di riferimento temporale ed intellettuale, potendo così parlare di un prima e di un dopo Kant: i filosofi postumi dovranno irrimediabilmente fare i conti con le sue teorie. Nasce nel 1724 a Konigsberg (Prussia orientale), città in cui studia ed in cui si approccia alla filosofia di illuministi come Leibniz e Wolff. Muore nel 1804. Nella vita del filosofo si distinguono due principali periodi: 1. PERIODO PRECRITICO: il giovane Kant si interessa molto alla scienza, andando a porsi soprattutto la problematica della formazione dell'intero sistema cosmico e abbracciando le teorie di Newton riguardanti una nebulosa primitiva. Tali soggetti scientifici diverranno poi un punto di partenza per i suoi interessi filosofici. Passo fondamentale dell'intellettuale è la scoperta degli scritti di Hume, che lui stesso definirà come colui che lo ha "risvegliato dal sonno dogmatico" grazie allo scetticismo, secondo il quale la ragione deve prevalere sul dogma. Nasce quindi nel filosofo un bisogno di chiarire i limiti oltre i quali la ragione non può indagare, chiarire quindi il concetto di metafisica. 2. PERIODO CRITICO: momento della svolta, che lui definisce come sua personale "rivoluzione copernicana". Ribalta i rapporti tra soggetto e oggetto: piuttosto di chiedersi come sono fatte le cose in sé, bisogna chiedersi come devono...

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Didascalia alternativa:

essere fatte per venire conosciute da noi, partendo dall'io soggetto che contempla il mondo. Pubblica qui le opere più importanti (Dissertazione, Critica della ragion pura, Critica della ragion pratica, Critica del giudizio). Il suo pensiero è denominato criticismo perché si contrappone al dogmatismo e sostiene che la filosofia deve applicare la ragione all'esperienza, come la scienza. In ultimo quindi secondo Kant la filosofia consiste nell'interrogarsi riguardante i limiti e le capacità della ragione. 1 Immanuel Kant Critica della ragion pura alle altri correnti di pensiero come: Consiste in un'analisi critica dei fondamenti del sapere, che al tempo di Kant si divideva in: ● SCIENZA: appare a Kant come un sapere fondato e in continuo progresso ● METAFISICA: Kant condivide lo scetticismo metafisico di Hume, ovvero pensa che la conoscenza umana riguardante la metafisica non ha un valido fondamento. Kant è convinto che la conoscenza umana presuppone anche alcuni principi immutabili e assoluti, verità universali e necessarie che non derivano dall'esperienza stessa. A queste verità dà il nome di giudizi sintetici a priori: ● ● giudizi perché aggiungono un predicato alla frase, ovvero annuncia/dichiara cosa fa il soggetto Giudizi sintetici a priori In confronto a razionalità ed empirismo, i giudizi sintetici a priori risultano essere alla base della scienza grazie alla loro stabilità e universalità. sintetici perché il predicato aggiunge, "sintetizza" qualcosa di nuovo che non è una caratteristica del soggetto a priori perché non derivano dall'esperienza dell'individuo o di un gruppo di individui Dal punto di vista di Kant questo si contrappone Per esempio lo sono tutti i principi della matematica e della geometria, oppure l'assioma "tutto ciò che accade ha una causa". ● RAZIONALISTI: formulavano giudizi analitici a priori (giudizi dove il predicato è già inserito nel soggetto — "i corpi sono estesi", l'estensione è già una caratteristica dell'essere corpo) RISTI: formulavano giudizi sintetici a posteriori, giudizi dove il predicato afferma qualcosa di nuovo rispetto al soggetto, come "I corpi sono pesanti"l non son universali e necessari perché poggiano sull'esperienza. Da dove provengono i giudizi sintetici a priori? Per rispondere a questa domanda Kant elabora una nuova teoria della conoscenza, intesa come sintesi di materia e di forma: ● ● MATERIA: la molteplicità delle impressioni sensibili che provengono dall'esperienza (quindi empiriche e a posteriori) FORMA: insieme delle modalità fisse attraverso cui la mente ordina tali impressioni (quindi razionali e a priori) Secondo Kant quindi la mente filtra i dati empirici (materia) tramite delle forme innate che sono comuni ad ogni soggetto, un po' come un computer che grazie ad un programma elabora dati che prover ono dall'esterno. 2 Immanuel Kant È proprio qui che si parla della rivoluzione copernicana accennata nell'introduzione: il soggetto non è semplicemente una "spugna” che raccoglie la conoscenza di un mondo già costituito, ma con la sua attività a priori organizza l'intero sistema della conoscenza nella propria mente. Cosa vuol dire "conoscere" in questo modo? CONOSCERE significa mettere in contatto ciò che abbiamo in testa, i nostri concetti, con quello che esiste nel mondo. Esempio: se mi chiedo come conosco un tavolo, mi rendo conto che uso i miei sensi: guardo il tavolo, ne vedo le dimensioni e i colori, sento che è consistente. Con l'intelletto arrivo poi al concetto: la parola "tavolo" evoca qualcosa che è presente in tutti i tavoli; a questo punto formulo il giudizio e dico a me stesso che questo è il tavolo. Kant farà quindi una nuova distinzione: FENOMENO: la realtà come ci appare attraverso le forme a priori; NOUMENO: la cosa in sé, la realtà considerata indipendentemente da noi e dalle forme a priori mediante cui la conosciamo I tre gradi della conoscenza Secondo Kant, la conoscenza si ottiene tramite tre facoltà principali: 1. SENSIBILITÀ: facoltà con cui gli oggetti ci sono dati intuitivamente attraverso i sensi e tramite le forme a priori di spazio e tempo. 2. INTELLETTO: facoltà attraverso cui pensiamo ed ordiniamo i dati sensibili tramite le categorie. 3. RAGIONE: facoltà con cui cerchiamo di spiegare, andando oltre l'esperienza, la realtà mediante le idee di anima, mondo e Dio. Partendo da questi gradi di conoscenza, Kant suddivide il suo scritto Critica della ragion pura in 3 sezioni: Estetica trascendentale, Analitica trascendentale, Dialettica trascendentale. Il termine trascendentale è utilizzato per indicare la conoscenza che si occupa di quel tipo di concetti a priori degli oggetti - tutte quelle cose fondamentali che necessitano di esistere affinché l'umano possa usare sensibilità, intelletto e ragione. Estetica trascendentale Noi usiamo i nostri sensi e strutturiamo quindi l'esperienza a partire da due essenziali forme a priori della sensibilità: SPAZIO: rende possibile la conoscenza degli oggetti secondo un ordine di conoscenza spaziale TEMPO: rende possibile la conoscenza secondo un ordine di successione temporale. Queste idee di spazio e tempo sono necessarie ad ogni esperienza, e sono quindi le forme a priori dell'intuizione. 3 Immanuel Kant Sono anch'esse intuizioni, non sono qualcosa che pensiamo ma qualcosa che piuttosto viene avvertito da noi immediatamente senza bisogno di riflettere. Kant reputa geometria ed aritmetica delle scienze sintetiche a priori per eccellenza; alla loro base ci sono difatti le intuizioni pure di spazio e tempo rispettivamente. Analitica trascendentale Nell'analitica trascendentale Kant prende in considerazione le categorie, ovvero le varie maniere con cui l'intelletto unifica le intuizioni empiriche date da quello che sperimentiamo tramite la sensibilità. Per esempio quando noi diciamo "ogni metallo è un corpo", noi unifichiamo nel concetto generale di corpo le molteplici rappresentazioni dei metalli perché vediamo con gli occhi che si prestano a questa definizione. Io penso Questo porta Kant a dire che vi debba essere un centro che le raggruppi, un unificatore mentale; a questo soggetto il filosofo dà il nome di "io penso". L'io penso è il principio della conoscenza umana perché organizza la realtà e garantisce la conoscenza nella mente stessa dell'uomo. Non è uno strumento esterno all'uomo, né un oggetto che un Dio - è proprio nell'io penso che si trova il fulcro della cosiddetta rivoluzione copernicana kantiana). Le categorie nascono e si evolvono solo in relazione al fenomeno, ed è per tale motivo che il filosofo si interessa molto alla distinzione ed i limiti tra questo ed il noumeno. Dialettica trascendentale Con dialettica Kant ci fa già intuire che la sua non sarà un'analisi positiva - intende nel significato infatti quella logica della parvenza inconcludente, senza fondamenta, da "sofismo". Nello specifico parla di problematiche che affliggono le persone da millenni: l'uomo è cosciente di poter conoscere il fenomeno solamente rimanendo nell'ambito dell'esperienza; allo stesso tempo però l'umano è in un continuo stato di insoddisfazione, e si abbandona quindi alla metafisica. La domanda che Kant si pone è: può la metafisica costituirsi come scienza? Cerca di trovare una risposta prendendo in esame le tre idee trascendentali di anima, mondo e Dio. Anima L'anima viene criticata da Kant perché secondo lui è fondata su un paralogisma, ovvero su di un falso ragionamento in quanto vuole trasformare l'io penso in una realtà permanente, mentre l'io penso è solo un "calcolatore", un elemento unificatore delle sensazioni. Mondo La nostra mente tende a raggruppare la totalità dei fenomeni del mondo in un'unica idea, a cui si cerca di dare una spiegazione unica. L'idea di mondo si crea da un erroneo tentativo di valicare il mondo fenomenico: non è infatti possibile fare esperienza di tutti i fenomeni del mondo. Immanuel Kant Non potendo farne esperienza, l'uomo incorre in delle antinomie, matematiche o dinamiche, ovvero in coppie di informazioni opposte ed ugualmente valide, tramite le quali non si può comprendere quale sia quella giusta e quale quella sbagliata. Kant critica il concetto di dio prendendo in esame tre argomenti: Dio Argomento ONTOLOGICO Secondo S. Anselmo ed i razionalisti (anche Cartesio) se si può pensare il concetto di dio vuol dire che ciò esiste. Ma questo secondo Kant è insensato: io posso immaginare di aver in banca un milione d'euro senza che ciò sia vero. Non è corretto infatti passare da un piano gnoseologico (concetto) al piano ontologico (esistenza). Argomento COSMOLOGICO Affermato da S. Tommaso, dice che se esistono mondo ed esseri viventi, deve esistere anche un essere perfetto che ne rappresenti una specie di causa. Ciò non ha il minimo fondamento scientifico: il principio causa-effetto di quello che può essere un Dio è una cosa che non si può provare nella pratica, si hanno solo delle idee che come nel caso precedente non per forza sono vere. Argomento TEOLOGICO L'ordine del mondo implica l'esistenza di un essere creatore ed ordinatore dell'universo. Secondo Kant ciò non è possibile perché per affermare l'esistenza di un Ente creatore o semplicemente ordinatore, partendo dall'ordine dell'universo, bisogna applicare la categoria di causa ad un contenuto "trascendente" che non si fonda sull'esperienza. 5 Immanuel Kant Critica della ragion pratica Nella critica della ragion pratica, scritta otto anni dopo il testo precedente, Kant si pone domande importanti non tanto sulla conoscenza quanto più sulla ragione, e su come essa interferisca con il comportamento delle persone. Secondo Kant esiste una legge morale a priori valida per tutti e sempre. Questa legge etica assoluta rappresenta un "fatto" indubitabile che il filosofo quindi non deve dedurre ma semplicemente constatare. Questa morale però non si pone agli impulsi; se fosse così non si porrebbe neanche la questione, in quanto l'individuo sarebbe sempre in quella che Kant chiama "santità" etica, ovvero in una situazione di perfetta adeguazione alla legge; la questione si pone invece per il fatto che noi siamo liberi, cioè in grado di poter scegliere di seguire o non i comandi della ragione. L'uomo può scegliere di seguire gli impulsi sensibili, gli istinti o i dettami della ragione. Massime e imperativi Kant distingue i principi che regolano la volontà, i comandi della ragione, in massime e imperativi: ● Le massime sono dei comandi soggettivi (ad es. può essere una massima quella di vendicarsi di ogni offesa subita o di alzarsi presto al mattino per fare ginnastica); gli imperativi invece sono dei comandi che valgono per tutti. A loro volta gli imperativi si dividono in ipotetici e categorici. ● Gli imperativi ipotetici sono quei comandi legati ad un obiettivo, a un fine che vogliamo raggiungere. (se...devi - se vuoi conseguire buoni risultati scolastici, devi impegnarti in modo costante); ● Gli imperativi categorici sono dei comandi assoluti della ragione, quelli che rappresentano un'azione come necessaria per se stessa, buona in sé, senza alcuna relazione con un altro fine (non "se...devi" ma "devi" puro e semplice). Solo l'imperativo categorico, che ordina un devi assoluto e quindi necessario e universale, ha in se stesso i contrassegni della moralità, della legge morale essendo la morale incondizionata dagli impulsi sensibili. Moralità e legalità Kant distingue inoltre tra moralità e legalità. La legalità (che ti impone determinati atti) non si cura dell'adesione spirituale che si ha nel fare quelle azioni. Invece per la moralità la cosa importante è l'intenzione con la quale si compie un'azione. Kant polemizza aspramente contro tutte le morali eteronome (come la religione), cioè contro tutti quei sistemi che pongono il fondamento del dovere in forze esterne all'uomo o alla sua ragione. 6 Immanuel Kant I postulati Se nella prima parte della Ragion Pratica Kant fa un'analisi del dovere, nella seconda parte prende in considerazione l'assoluto morale o Sommo Bene. Il Sommo Bene è l'unione tra la virtù (rispetto della legge morale) e la felicità. L'uomo deve agire per dovere ma aspira anche alla felicità e in questo mondo virtù e felicità sono spesso in opposizione perché l'imperativo etico implica la sottomissione delle tendenze egoistiche. L'unico modo per uscire da questa antinomia tra virtù e felicità, è secondo Kant di postulare un mondo dell'aldilà in cui possa realizzarsi ciò che nell'aldiquà risulta impossibile: cioè l'equazione virtù=felicità. Perché Kant usa il termine postulato? I postulati, in matematica, sono quei principi che, pur essendo indimostrabili, vengono accolti per rendere possibili determinate verità geometriche. Analogamente i postulati di Kant sono quelle proposizioni teoretiche non dimostrabili che vengono ammesse per rendere possibile la realtà della morale ma che di per se stesse non possono venire dimostrate. Anima e Dio I postulati tipici di Kant sono l'immortalità dell'anima e l'esistenza di Dio. ANIMA: Kant afferma che la totale virtù si può raggiungere solo con la santità la quale però non è raggiungibile durante la nostra breve vita terrena: dobbiamo quindi postulare un tempo infinito messo a disposizione alla nostra anima al fine di raggiungere tale condizione. DIO: una volta raggiunta la santità si deve postulare l'esistenza di una entità divina che ci conferisca una felicità proporzionata alla virtù. Per la possibilità di ammettere queste due idee Kant sottolinea il primato della ragion pratica sulla ragion pura in quanto dove la ragion pura ha fallito (metafisica) la ragion pratica con la sua morale è riuscita ad affermare (ma non a dimostrare) l'esistenza di un mondo al di là della nostra conoscenza. 7 Immanuel Kant Critica del giudizio Critica della ragion pura = conoscenza Critica della ragion pratica = morale Critica del Giudizio = sentimento Nella critica del giudizio Kant considera il sentimento sotto due aspetti: ● Estetica: considera il sentimento in quanto sentimento del bello; ● Teleologia: considera il sentimento relativo all'armonia complessiva della natura, relativo ai fini della natura. L'Estetica ha come oggetti il bello e il sublime: ● Bello: la bellezza fa immaginare al soggetto una finalità intrinseca presente nell'oggetto stesso. Il bello è ciò che piace senza interesse e ciò che piace universalmente senza concetto. Il bello è distinto dal buono, infatti il bello è un piacere del tutto disinteressato e indipendente da un giudizio morale. ● Sublime: il sublime nasce dal sentimento provato dall'uomo davanti prodotto dalla percezione di qualcosa di smisurato o di incommensurabile. Per il sublime, Kant distingue inoltre: Sublime matematico: È quello in presenza di qualcosa di smisuratamente grande (es. Montagne, Stelle, Diametro terrestre ...) Sublime dinamico: È quello che nasce in presenza di potenti forze naturali (es. Le nuvole in un temporale, vulcani, uragani ...) La distinzione tra giudizi estetici e giudizi teleologici è che: ● i giudizi estetici riguardano una finalità soggettiva, un piacere soggettivo che però proviamo tutti ● i giudizi teleologici riguardano una finalità oggettiva che può anche non essere bella ma rivela una sua armonia, una sua finalità interna, una sua organicità. 8