Umanesimo e Rinascimento
L'Umanesimo nasce nel 1400 come movimento di rinnovamento culturale dopo un'epoca considerata di decadenza. Gli studiosi si dedicano alla filologia, leggendo e correggendo i testi antichi attraverso l'edizione critica, che confronta diverse versioni per eliminare gli errori.
Al centro della visione umanista c'è l'antropocentrismo: l'uomo diventa protagonista dell'universo, capace di creare una propria visione del mondo usando il suo spirito critico. Un importante precursore di questa corrente è Petrarca, considerato "pre-umanista" per la sua passione nel recuperare e correggere i testi antichi, cercando di liberare l'uomo dalla mentalità medievale dominata dalla religione.
L'umanista crede nel libero arbitrio, cioè nella libertà di ogni individuo di fare le proprie scelte. Inoltre, sviluppa un nuovo approccio scientifico basato sull'osservazione diretta della natura, senza lasciarsi influenzare dai dogmi religiosi.
Nota importante: Il passaggio dall'Umanesimo al Rinascimento avviene alla fine del '400, quando in Italia si verifica una straordinaria fioritura artistica. Il Rinascimento inizia simbolicamente nel 1492, con la morte di Lorenzo il Magnifico e la scoperta dell'America, e viene emblematicamente rappresentato dall'Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, che pone il corpo umano al centro dell'universo.
Durante l'Umanesimo, il rapporto con la religione cristiana si trasforma. L'uomo diventa il centro dell'universo, non più Dio, ma questo non significa rifiutare il cristianesimo. Lo studio della lingua greca, insegnata dagli intellettuali bizantini fuggiti da Costantinopoli, permette di approfondire meglio i testi antichi, favorendo la nascita del neoplatonismo, sviluppato principalmente nell'Accademia Platonica di Firenze.










































