Giovanni Verga
Giovanni Verga è il principale esponente del Verismo italiano. Nato a Catania nel 1840 da una famiglia di agiati proprietari terrieri, la sua opera si distingue per l'analisi lucida e disincantata della società siciliana del suo tempo.
La sua carriera letteraria attraversa diverse fasi, ma è con la svolta verista del 1878 e la pubblicazione della novella "Rosso Malpelo" che trova la sua voce più autentica. Prima di questo momento, Verga aveva scritto romanzi di stampo romantico e sentimentale, come "Storia di una capinera".
Dopo vent'anni trascorsi a Milano (dai 30 ai 50 anni), dove entra in contatto con le idee naturaliste, Verga torna in Sicilia dove trascorrerà gli ultimi trent'anni della sua vita, dedicandosi alla gestione delle sue proprietà. Negli ultimi vent'anni di vita non scrive più nulla, assumendo posizioni sempre più conservatrici, fino alla morte nel 1922.
💡 Il pessimismo di Verga nasce dall'osservazione dell'immobilismo sociale siciliano, riassunto nella celebre frase del Gattopardo: "Tutto deve cambiare perché nulla cambi".










































