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età giolittiana e giolitti

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 LA CRISI DI FINE SECOLO
situazione piuttosto instabile e caotica in italia.
1897 = sentimento reazionario e tentativo di riportare il siste

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LA CRISI DI FINE SECOLO situazione piuttosto instabile e caotica in italia. 1897 = sentimento reazionario e tentativo di riportare il sistema monarchico/costituzionale (intervento di Sonnino: torniamo allo statuto) crisi economica e tensioni sociale (aumento del prezzo del pane) -moti di milano = il re acconsente a proclamare lo stato d'assedio. Il generale Bava Beccaris impiego' cannoni contro 82 morti. Dagli stati uniti un anarchico vuole punire il Re Umberto I, perché più che punire aveva premiato Bava Beccaris. Umberto I viene assassinato a monza, nel 1990, dall' anarchico Gaetano Bresci Succede Vittorio Emanuele III (ultimo re d'italia) SOCIALISMO ITALIANO 1881-1882 Nasce il Partito socialista rivoluzionario di Romagna e il Partito operaio italiano 1886 Depretis scioglie il Partito operaio italiano 1892 nasce il Partito dal lavoratore italiani (dal 1893 Partito socialista dei lavoratori italiani) 1894 Crispi scioglie il Partito socialista dei lavoratori italiani 1895 le organizzazioni precedenti confluiscono nel Partito socialista italiano L'economia italiana d'inizio Novecento L'Italia conobbe una rapida crescita economica, connessa al decollo industriale e tentata da una grande spinta demografica, che portò la popolazione da 29 a 36 milioni tra il 1881 e il 1911. LE FASI DELLA CRESCITA ECONOMICA (eta giolittiana) ● una prima fase di progresso economico, crescita demografica e industrializzazione (1891-87) si era verificata sotto i governi della sinistra storica: con l'avvio di una -politica...

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economica protezionistica diede impulso a metallurgia, il meccanico e il chimico -l'introduzione dei dazi(1878) • In una seconda fase (1987-96), la crescita rallentò, anche per le ripercussioni della stagione depressiva dell'economia europea (87*-96). ● Un florido momento di intenso sviluppo (1896-1907) fu favorito e accelerato anche dalla fine della crisi agraria. Dopo una nuova crisi economica (1907) che colpi l'Europa e dunque l'Italia, le banche e le industrie, duramente provate, si ristrutturarono limitando la concorrenza e si avviò una consistente ripresa (1908-13). Sviluppo di industrie in area abbastanza delimitata (triangolo industriale Torino- Milano-Genova) Il resto d'Italia rimase tendenzialmente più agricola ancora a lungo. QUADRO POLITICO (età giolittiana 1903 e il 1914.) Momento di grave mancanza di equilibrio, tentativo autoritario e conservatore del governo di Roudini, Pelloux. Il nuovo presidente del consiglio fu Giuseppe Zanardelli e il Ministro dell'Interno Giolitti. (gestiva i conflitti sociali l'ordine pubblico) Riformato codice penale del 1889, con l'abolizione della pena di morte e una limitata libertà di sciopero. Subentro proprio Giolitti, capo del governo italiano più volte tra il 1903 e il 1914. Giolitti porta una politica di attendismo, neutrale tra lo scontro di sindacati e le associazioni dei lavoratori e le industrie, non si schierava e pensava che le battaglie sociali si dovessero placare naturalmente. Giolitti non tenta di reprimere i movimenti socialisti (come aveva fatto Crispi) ma arriva ad un patto. Nascono alcuni dei diritti fondamentali del lavor (consiglio superiore del lavoro, limitazione di ore lavorative anche di donne, assicurazione per gli infortuni sul lavoro, leggi per il sud, aziende municipalizzate, servizio telefonico) Convince ad un dialogo che porta ad una partecipazione con il suo governo facendo degli accordi con Filippo Turati (Leader dei socialisti) L'appoggio con i socialisti però verrà a mancare perché il Partito Socialista era diviso in due correnti: -i riformisti di destra il cui programma contava sull'instaurazione di un governo socialista attraverso il passaggio di riforme (approvato da Giolitti) -i massimalisti di sinistra volevano una rottura rivoluzionaria. I rivoluzionari presero la guida del partito e si interruppe la relazione tra Giolitti e i socialisti. 1904→ iniziarono nuovi scioperi che portarono alla nascita della CGL 1906 (confederazione generale del lavoro) Ulteriori riforme economico-sociali come la riforma ferroviaria (elettrificazione della rete) 1911 → Legge Daneo-Credaro : nuova riforma per l'alfabetizzazione, l'istruzione elementare era garantita dallo stato e non dal comune. 1912 → Politica della conciliazione perde successo. Ci fu un congresso a Reggio Emilia del Partito Socialista. I riformisti vennero emarginati dal Partito e i massimalisti ottennero la maggioranza rompendo gli appoggi con Giolitti. Il protagonista di questo congresso fu il massimalista Benito Mussolini che era un antigiolittiano. ↳ guida il quotidiano socialista "l'avanti!". Perso il sostegno dei socialisti Giolitti si rivolse ai cattolici (avevano compiuto un processo di avviamento alla vita politica). 1904→ i cattolici vennero eletti nel partito liberale come portatori di richieste del mondo cattolico(cattolici deputati). Dopo il congresso di reggio 1912 ci fu una nuova riforma elettorale l'allargamento del suffragio universale maschile verso gli uomini sopra ai 30 anni e ai 21enni che avevano fatto il servizio militare e che sapevano leggere ↳ porta l'aumento dei voti per la sinistra, Giolitti va a prendere i voti dei Cattolici. 1913→ elezioni e Giolitti stringe gli accordi con Gentiloni (presidente dell'unione elettorale cattolica) "Patto Gentiloni" che consisteva nell'assicurazione del voto dei cattolici e si facevano carico di richieste cattoliche. elezioni Nel 1913 ci furono le elezioni (estensione del suffragio maschile) a cui partecipa il 23% della popolazione Vinse il partito liberale ma era diviso in gruppi interni. (i nazionalisti ottennero poco ma avevano ideali condivisi, i socialisti conquistano 79 deputati proletari e i liberali 304 deputati) Giolitti non riuscì a formare il governo desiderato e cedette il ruolo a Salandra nel marzo del 1914. (non venne richiamato perché da lì a poco iniziò la prima guerra mondiale) Salandra dovrà affrontare diversi scioperi e a differenza di Giolitti rispose in maniera molto dura (settimana rossa) e poi arriverà lo scoppio della guerra che cambierà le carte in tavola. questione meridionale 1) dominavano i latifondisti e i proprietari terrieri con scarsi investimenti nei terreni 2) agricoltura arretrata e mancanza di industrie 3) elevato tasso di analfabetismo 4) mancanza di una classe dirigente vivace con capitali da investire ↳ disoccupazione ↳grande emigrazione dal sud verso il Nord Europa o gli Stati Uniti, Argentina. Giolitti tentò di intervenire con le leggi speciali del Mezzogiorno, assicurando un tessuto industriale (i meridionalisti volevano riforme di redistribuzione dei terreni e una creazione di una classe di proprietari che investono sui terreni9 Si vengono a creare piccole zone industriali, ma nel sud manca uno sviluppo completo: -Giolitti a parole voleva ridurre lo sbilancio tra nord e sud - i suoi sostenitori principali erano latifondisti del sud e avevano poco interesse a cambiare il sistema economico. Giolitti non prese tante iniziative per assicurarsi i loro voti e fu definito “il ministro della malavita" adottando clientelismo politica estera La politica coloniale era vista anche come rimedio alla grande migrazione. Infatti gli Italiani potevano occupare gli stati colonizzati. 1910- nasce l'associazione nazionalista italiana (movimenti di opinione e pressione, diffuso nella borghesia) Imperialismo interessava anche ai grandi imprenditori per allargare l'industria di guerra. 1911- Accordi con la Francia e Gran Bretagna per assicurarsi il via libera per la Libia(regione dell'impero ottomano) Dichiarata guerra anche alla Turchia, liberali cattolici e nazionalisti PRO, sinistra rivoluzionaria contro per costi guerra. 1912- pace di Losanna (portava la cessione della Libia, Rodi e il Dodecaneso rimangono sotto l'occupazione militare italiana). Fu un successo militare e portò allo slancio della produzione italiana nel breve periodo ma nel lungo periodo la Libia si scoprì povera di risorse prime e pochissimi italiani emigrano in Libia a causa della Resistenza delle popolazioni autoctone. (si scoprì poi ricca di petrolio)

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economica protezionistica diede impulso a metallurgia, il meccanico e il chimico -l'introduzione dei dazi(1878) • In una seconda fase (1987-96), la crescita rallentò, anche per le ripercussioni della stagione depressiva dell'economia europea (87*-96). ● Un florido momento di intenso sviluppo (1896-1907) fu favorito e accelerato anche dalla fine della crisi agraria. Dopo una nuova crisi economica (1907) che colpi l'Europa e dunque l'Italia, le banche e le industrie, duramente provate, si ristrutturarono limitando la concorrenza e si avviò una consistente ripresa (1908-13). Sviluppo di industrie in area abbastanza delimitata (triangolo industriale Torino- Milano-Genova) Il resto d'Italia rimase tendenzialmente più agricola ancora a lungo. QUADRO POLITICO (età giolittiana 1903 e il 1914.) Momento di grave mancanza di equilibrio, tentativo autoritario e conservatore del governo di Roudini, Pelloux. Il nuovo presidente del consiglio fu Giuseppe Zanardelli e il Ministro dell'Interno Giolitti. (gestiva i conflitti sociali l'ordine pubblico) Riformato codice penale del 1889, con l'abolizione della pena di morte e una limitata libertà di sciopero. Subentro proprio Giolitti, capo del governo italiano più volte tra il 1903 e il 1914. Giolitti porta una politica di attendismo, neutrale tra lo scontro di sindacati e le associazioni dei lavoratori e le industrie, non si schierava e pensava che le battaglie sociali si dovessero placare naturalmente. Giolitti non tenta di reprimere i movimenti socialisti (come aveva fatto Crispi) ma arriva ad un patto. Nascono alcuni dei diritti fondamentali del lavor (consiglio superiore del lavoro, limitazione di ore lavorative anche di donne, assicurazione per gli infortuni sul lavoro, leggi per il sud, aziende municipalizzate, servizio telefonico) Convince ad un dialogo che porta ad una partecipazione con il suo governo facendo degli accordi con Filippo Turati (Leader dei socialisti) L'appoggio con i socialisti però verrà a mancare perché il Partito Socialista era diviso in due correnti: -i riformisti di destra il cui programma contava sull'instaurazione di un governo socialista attraverso il passaggio di riforme (approvato da Giolitti) -i massimalisti di sinistra volevano una rottura rivoluzionaria. I rivoluzionari presero la guida del partito e si interruppe la relazione tra Giolitti e i socialisti. 1904→ iniziarono nuovi scioperi che portarono alla nascita della CGL 1906 (confederazione generale del lavoro) Ulteriori riforme economico-sociali come la riforma ferroviaria (elettrificazione della rete) 1911 → Legge Daneo-Credaro : nuova riforma per l'alfabetizzazione, l'istruzione elementare era garantita dallo stato e non dal comune. 1912 → Politica della conciliazione perde successo. Ci fu un congresso a Reggio Emilia del Partito Socialista. I riformisti vennero emarginati dal Partito e i massimalisti ottennero la maggioranza rompendo gli appoggi con Giolitti. Il protagonista di questo congresso fu il massimalista Benito Mussolini che era un antigiolittiano. ↳ guida il quotidiano socialista "l'avanti!". Perso il sostegno dei socialisti Giolitti si rivolse ai cattolici (avevano compiuto un processo di avviamento alla vita politica). 1904→ i cattolici vennero eletti nel partito liberale come portatori di richieste del mondo cattolico(cattolici deputati). Dopo il congresso di reggio 1912 ci fu una nuova riforma elettorale l'allargamento del suffragio universale maschile verso gli uomini sopra ai 30 anni e ai 21enni che avevano fatto il servizio militare e che sapevano leggere ↳ porta l'aumento dei voti per la sinistra, Giolitti va a prendere i voti dei Cattolici. 1913→ elezioni e Giolitti stringe gli accordi con Gentiloni (presidente dell'unione elettorale cattolica) "Patto Gentiloni" che consisteva nell'assicurazione del voto dei cattolici e si facevano carico di richieste cattoliche. elezioni Nel 1913 ci furono le elezioni (estensione del suffragio maschile) a cui partecipa il 23% della popolazione Vinse il partito liberale ma era diviso in gruppi interni. (i nazionalisti ottennero poco ma avevano ideali condivisi, i socialisti conquistano 79 deputati proletari e i liberali 304 deputati) Giolitti non riuscì a formare il governo desiderato e cedette il ruolo a Salandra nel marzo del 1914. (non venne richiamato perché da lì a poco iniziò la prima guerra mondiale) Salandra dovrà affrontare diversi scioperi e a differenza di Giolitti rispose in maniera molto dura (settimana rossa) e poi arriverà lo scoppio della guerra che cambierà le carte in tavola. questione meridionale 1) dominavano i latifondisti e i proprietari terrieri con scarsi investimenti nei terreni 2) agricoltura arretrata e mancanza di industrie 3) elevato tasso di analfabetismo 4) mancanza di una classe dirigente vivace con capitali da investire ↳ disoccupazione ↳grande emigrazione dal sud verso il Nord Europa o gli Stati Uniti, Argentina. Giolitti tentò di intervenire con le leggi speciali del Mezzogiorno, assicurando un tessuto industriale (i meridionalisti volevano riforme di redistribuzione dei terreni e una creazione di una classe di proprietari che investono sui terreni9 Si vengono a creare piccole zone industriali, ma nel sud manca uno sviluppo completo: -Giolitti a parole voleva ridurre lo sbilancio tra nord e sud - i suoi sostenitori principali erano latifondisti del sud e avevano poco interesse a cambiare il sistema economico. Giolitti non prese tante iniziative per assicurarsi i loro voti e fu definito “il ministro della malavita" adottando clientelismo politica estera La politica coloniale era vista anche come rimedio alla grande migrazione. Infatti gli Italiani potevano occupare gli stati colonizzati. 1910- nasce l'associazione nazionalista italiana (movimenti di opinione e pressione, diffuso nella borghesia) Imperialismo interessava anche ai grandi imprenditori per allargare l'industria di guerra. 1911- Accordi con la Francia e Gran Bretagna per assicurarsi il via libera per la Libia(regione dell'impero ottomano) Dichiarata guerra anche alla Turchia, liberali cattolici e nazionalisti PRO, sinistra rivoluzionaria contro per costi guerra. 1912- pace di Losanna (portava la cessione della Libia, Rodi e il Dodecaneso rimangono sotto l'occupazione militare italiana). Fu un successo militare e portò allo slancio della produzione italiana nel breve periodo ma nel lungo periodo la Libia si scoprì povera di risorse prime e pochissimi italiani emigrano in Libia a causa della Resistenza delle popolazioni autoctone. (si scoprì poi ricca di petrolio)