Goya

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Goya Goya crebbe nell'ambiente borbonico sotto Carlo III di Borbone (aveva abbandonato Napoli dopo essere diventato erede di Spagna), la cui corte era piena di artisti napoletani, che portarono il rococò all'interno del paese. Il periodo in cui accadde, però, era ancora fortemente influenzato dal Seicento spagnolo, e da artisti come Velasquez (II buffone, ritratto di Pablo de Valladolid, crocifisso del 1631), Giaquinto e Mengs (nella sua arte troviamo elementi mitologici e classici, dato il suo tentativo neoclassico di riportare l'arte ai valori cinquecenteschi; inoltre, tutti i modelli delle sue opere erano statue, non ha mai usato persone vere). Bisogna ricordare, inoltre, che i suoi ideali erano fortemente illuministi, ma che non accettava la guerra come forma di arrivo alla libertà. Ebbe un grande successo esprimendosi attraverso l'arte, ma verso la fine della sua vita non ottenne più i riconoscimenti di un tempo. Uno dei suoi obbiettivi giovanili fu sicuramente quello di diventare pittore di corte, e ci riuscì facendosi notare grazie a una grande e maestosa produzione di disegni per gli arazzi. Ritornando al suo studio sulle opere di Velasquez, è molto interessante il paragone tra i loro crocifissi. Da parte di Goya, inoltre, notiamo l'abbandono del disegno visibile e l'uso di pennellate veloci e distinte, capaci di rendere l'arte materiale e, di conseguenza, reale. Annibale...

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sulle Alpi è una delle sue prime opere. Non vede il tentativo di ricostruire eventi storici, infatti la rappresentazione risulta "fantastica" anche grazie alla presenza di elementi come il Minotauro. L'atmosfera è resa tenebra dalle luci, oltre che privata ed emotiva. Nonostante, quindi, gli elementi del quadro tendano al neoclassicismo, dato il sentimento presente dietro l'opera, Annibale sulle Alpi è di stampo romantico. Nel 1777 dipinse II parasole, trionfo dell'interpretazione che Goya fa della luce di Velasquez. La luce, infatti, è esasperante e crea contrasti di luce e ombra molto forti, aumentando di conseguenza i contrasti cromatici. La scena è attraversata da una linea trasversale ed è molto particolare l'utilizzo che fa con la luce che filtra dal parasole: troviamo per la prima volta una sperimentazione di questo tipo, capace di rendere evidente la sua idea: il fascino di un soggetto illuminato da una luce momentanea e quindi destinata a mutare e sparire. In quanto artista, come abbiamo detto, inizia a sperimentare, evitando scene come il corteggiamento. Un esempio della sua sperimentazione è Cieco che suona la chitarra, del 1778, con l'osservazione del popolo priva di giudizio. Tra il 1783 e il 1784 dipinge la Famiglia dell'infante Don Louis di Borbone. Il protagonista è il fratello del re che a causa della sua decisione di sposare una donna giovane ma non aristocratica viene allontanato da corte. Ne crea una propria, fatta prevalentemente da amici, vivendo quindi una realtà del tutto isolata da quella vera. La vera protagonista, però, è proprio la moglie dell'uomo. In generale, viene rappresentato il momento di conversazione prima dell'ora di ritirarsi per andare a letto. La donna viene pettinata e la sua camicia da notte splende sotto la luce forte della candela, mentre suo marito gioca a carte (le carte simboleggiano la scommessa, e quindi il fatto che l'intera vita dell'uomo sia stata un continuo gioco d'azzardo). È evidente il suo modo di isolare tutti i personaggi, senza renderli quindi parte di un gruppo. Come citazione a Velasquez troviamo la presenza dell'artista stesso all'interno del quadro, ma troviamo anche una forma di manierismo nell'unico soggetto che tiene lo sguardo fisso su chi ammira l'opera. Le opere di Goya più importanti e famose sono La Maya desnuda e La Maya vestita, molto probabilmente rappresentazione della Duchessa d'Alba, che aveva già ritratto nel 1797. Il soggetto ha una chiara ispirazione a Venere che però mostra il concetto di bellezza momentanea e non eterna. L'ambientazione è chiusa e la luce rende la pelle della Maya completamente bianca. È importante sottolineare l'effetto che la Rivoluzione Francese ha avuto sulla sua produzione artistica. Con il ritorno alla normalità e la nascita dei cosiddetti ideali napoleonici, tutti i paesi europei finirono sotto il suo controllo, sia diretto che diretto. L'esercito dell'imperatore arrivò anche in Spagna, dove vennero uccisi migliaia di civili per favorire la democrazia. Goya ha dipinto due eventi emblematici: Due maggio 1808 e Tre maggio 1808. In entrambi i casi ci troviamo davanti a opere che vennero prodotte nel 1814 e che vedono protagoniste le fucilazioni notturne di alcuni civili. Vediamo, quindi, non la battaglia in sé ma le conseguenze di essa. La luce rappresenta la ragione e il simbolismo è molto simile a quello presente nel Giuramento degli Orazi. Il valore inestimabile di quest'opera ha anche influenzato su rappresentazioni di Picasso e Manet. Molto importante è la produzione di incisioni di Goya, specialmente nel ciclo Disastri della guerra. Al di fuori di esso troviamo l'opera El Agarrotado, dove il condannato a morte diventa la vittima dei metodi violenti di castigo, e Il sogno della ragione produce mostri. Per il resto, il suo ciclo di incisioni ha il popolo come protagonista e le conseguenze della guerra stessa. Le opere presenti sono: Non c'è rimedio, Nessuno li aiuta, Neanche così, Seppellire e tacere, Non si può guardare e Non vogliono. Ma l'opera più significativa è sicuramente Carità.

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