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Publio Virgilio Marone nasce il 15 ottobre del 70 a.C. ad Andres, vicino Mantova. Il padre di Virgilio è un
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Virgilio Publio Virgilio Marone nasce il 15 ottobre del 70 a.C. ad Andres, vicino Mantova. Il padre di Virgilio è un piccolo proprietario terriero e la madre e figlia di un famoso mercante. Virgilio studia da giovane a Cremona, presso la scuola di grammatica, ottenendo a quindici anni la toga virile. In seguito studia retorica a Milano nel 53 a.C. Approfondendo latino, greco, medicina e matematica. Virgilio studia anche l'arte dell'eloquenza a Roma con l'obiettivo di diventare avvocato. Entrerà in contatto con gli esponenti di primo piano nella vita politica di Roma, come Asinio Pollione e stringe una forte amicizia con il porta Orazio. Virgilio rimane coinvolto nelle vicende delle guerre civili seguite all'uccisione di Cesare. I triumviri stabiliscono di ricompensare i soldati delle loro legioni con appezzamenti di terra ottenuti confiscando le terre di Cremona e Mantova. Virgilio riesce a riavere indietro le proprie terre grazie all'intervento di Asinio Pollione e di Ottaviano stesso. Virgilio comincia a scrivere e la sua prima opera, cioè le "Bucoliche"; quest'opera ha subito un grande successo, e grazie a ciò entra nel Circolo Di Mecenate. Successivamente si dedica alla stesura delle Georgiche, e quando ottaviano chiede a Virgilio un poema epico che celebri Roma e la gens iulia, Virgilio inizia a comporre l'Eneide. Egli lavorerà su questa opera...

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Didascalia alternativa:

fino alla sua morte avvenuta il 21 settembre del 19 a.C. per colpa di una malattia, l'eneide verrà pubblicata per ordine di Ottaviano contrariamente alle volontà del poeta. Bucoliche Le Bucoliche sono la prima opera di Virgilio, composta e pubblicata tra il 42 e il 39 a.C. Si tratta di 10 componimenti in esametri, detti ecloghe (cioè "poesie scelte"), caratterizzati da un'ambientazione agricola e pastorale. Come indica il titolo stesso della raccolta, essa appartiene al genere della poesia bucolica, il titolo significa infatti "canti di pastori", infatti i protagonisti dei componimenti sono i pastori. questa opera è scritto secondo la struttura amebea, cioè in forma dialogica. Le ecloghe 1 e 10: sono ecloghe autobiografiche e ruotano attorno al tema della confisca delle terre Le ecloghe 2 e 8: sviluppano il tema dell'amore disperato Le ecloghe 3 e 7: sono strutturate secondo le regole del canto amebeo Le ecloghe 4 e 6: In cui si assiste al tentativo di estendere i confini del genere bucolico oltre il mondo dei pastori I ecloga 5 costituisce il centro ideale della raccolta, con l'assimilazione dell'amico Cornelio Gallo alla mitica figura di Dafni, emblema della poesia pastorale IL CANTO DI TITIRO E L'ESILIO DI MELIBEO I protagonisti dell'ecloga 1, interamente scritta in forma dialogata, sono i pastori Titiro e Melibeo. Quest'ultimo, mentre con il gregge sta abbandonando le sue terre, che sono state confiscate per essere assegnate ai soldati, incontra l'amico Titiro, che invece ha potuto conservare le proprie. Dietro il personaggio di Titiro si cela Virgilio, che era appunto riuscito a mantenere i suoi possedimenti grazie all'intervento di Ottaviano, che viene celebrato nel componimento come una divinità. Georgiche Le "georgiche" sono state composte dal 39 al 29 a.C. Il titolo dell'opera deriva dal greco e significa "relativo alla cura dei campi", l'argomento del poema infatti è la coltivazione dei campi e l'allenamento del bestiame. E' divisa in quattro libri, in ciascun libro viene sviluppato un tema preciso e si apre con un proemio. Virgilio, con le Georgiche, si vuole rivolgere ai piccoli proprietari terrieri che non erano contadini di professione ma veterani in possesso di terre, contadini simbolo della nuova età augustea, età di pace in cui anche i soldati possono fare i contadini, un'età di serenità civile. La struttura dell'opera procede per coppie di libri: i primi due libri riguardano la vita nei campi, le varie specie di alberi e la viticoltura. Il terzo e quarto libro riguardano, invece, gli animali: il terzo parla dell'allevamento bovino, delle capre, dei cavalli e delle pecore, il quarto invece parla delle api. Encide Ottaviano chiede a Virgilio un poema epico che celebri Roma e la gens iulia, perciò Virgilio decide di scrivere l'Eneide. Viene composto tra il 29 e il 19 a.C, anno della morte del poeta, infatti all'Eneide mancava ancora la revisione finale, tuttavia, contrariamente alle ultime parole espresse da Virgilio venne pubblicato per ordine di Ottaviano. Questa opera è considerata un po' anche come un' Augusteide, cioè una celebrazione di Augusto, Sicuramente uno dei motivi che può aver indotto Virgilio a parlare di Enea e non di Romolo e Remo è il fatto che comunque Romolo si era macchiato di fratricidio, e questo ricordo poteva in qualche modo rievocare le lotte civili che c'erano state in quel periodo, quindi tra Ottaviano e Antonio; invece il poeta si voleva concentrare su periodi di pace, la cosiddetta pax augustea. L'eneide narra il viaggio dell'eroe troiano Enea, che si muove alla ricerca una nuova patria guidato dal volere degli dei e del fato. Enea parte da Troia, distrutta dai greci, fino ad arrivare alle coste del Lazio: qui si stanzia e dopo aver sconfitto alcune popolazioni locali a lui ostili, potrà sposare Lavinia, figlia del re Latino. Fonda cosi una nuova città e dà origine a una stirpe destinata a regnare sul mondo intero. Il protagonista, quindi è Enea che rappresenta l'antenato della fondazione di Roma perché in qualche modo Virgilio vuole arrivare ad Augusto, senza però scrivere un'Augusteide vera e propria, cioè non voleva fare una celebrazione marcatamente spiccata di Augusto, quindi lo fa in maniera indiretta partendo proprio dalle origini. L'opera è divisa in 12 libri, presenta una struttura molto articolata: i primi 6 libri richiamano l'Odissea poiché viene affrontato il tema del viaggio (Enea parte da Troia e arriva sulle coste del Lazio) e questi libri sono detti odissiaci. gli altri sei libri, vengono narrate tutte le vicende guerristiche sostenute da Enea per conquistare la terra, sono detti iliadici perché sono ispirati appunto all'Iliade. L'Eneide quindi riprende il tema del viaggio dall'Odissea e quello della guerra dell'lliade. Tutto il libro 4 è occupato dalla vicenda di Didone che era la regina dei cartaginesi, ed era in un primo momento perdutamente innamorata di Enea, poi però quando scopre che stava partendo e la stava lasciando, il suo dolore esplode così forte, così incontenibile che alla fine arriva a suicidarsi. Enea, chiamato anche "pius enea", è descritto come un uomo ricco di pietas, un sentimento religioso ma anche d'amore verso la patria e la famiglia.