Dai cantari al poema epico-cavalleresco
I cantari del 1300 sono la base da cui nascerà il poema epico-cavalleresco in Toscana. Questi componimenti popolari riprendevano le storie dei romanzi cavallereschi (come re Artù) e delle gesta di Carlo Magno, ma perdevano i valori morali e religiosi originali.
I canterini - dei giullari di media cultura - tramandavano oralmente queste storie nelle piazze a un pubblico non colto. Le storie brevi si svilupparono poi in cicli più articolati, permettendo al pubblico di seguire le vicende per più giorni.
Inizialmente circolavano in Veneto in lingua franco-veneta (mix di francese e veneto), poi si diffusero in tutta Italia stabilizzandosi in forma di ottave. Il cantare diventa poema epico-cavalleresco quando un poeta colto lo rielabora artisticamente per un pubblico raffinato di corte.
Luigi Pulci con il "Morgante" inaugura questo genere, attuando una desacralizzazione dell'epica: prende in giro i valori tradizionali con intento giocoso e parodico.
💡 Ricorda: La differenza principale è nel pubblico e negli autori - dai canterini popolari ai poeti colti, dalle piazze alle corti!






