La filosofia della storia di Hegel
La filosofia della storia Hegel rappresenta un cambio di prospettiva rispetto al pensiero settecentesco. Mentre Vico aveva iniziato un approccio diverso alla storia partendo dal mito dell'età dell'oro, dell'argento e dell'argilla (con un andamento pessimistico), Hegel ribalta questa visione in chiave provvidenziale ma laica.
Georg Wilhelm Friedrich Hegel , dopo aver studiato teologia e frequentato il circolo di Jena, sviluppa un pensiero articolato in opere fondamentali come:
- "Fenomenologia dello spirito" (1804)
- "Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio" (1817)
Le tesi fondamentali del suo pensiero sono:
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La risoluzione del finito nell'infinito: non esiste differenza tra finito e infinito. Hegel spiega la realtà attraverso l'infinito, adottando una visione panteistica dove l'infinito è il tutto.
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Visione organicistica: ogni momento è parte del tutto, e il tutto è più importante della parte. La parte può essere sacrificata per il bene dell'organismo intero.
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Identità tra ragione e realtà: la ragione è identità totale e necessaria della realtà, dove l'essere e il dover essere coincidono. Ciò che esiste è ciò che razionalmente deve essere.
Concetto Chiave: Nel pensiero di Hegel, la filosofia non deve criticare la storia poiché essa è manifestazione dell'Assoluto. La filosofia deve piuttosto rendere conto della razionalità che guida la storia fin dal principio.
La concezione della storia per Hegel implica che la ragione governa il mondo e che la storia stessa è il dispiegarsi razionale dell'Assoluto. L'uomo diventa così il tramite dell'Assoluto nella storia.
Caratteristiche del pensiero hegeliano:
- Soggetto spirituale infinito alla base della realtà
- Sviluppo dell'idea attraverso l'automovimento dello spirito
- Identità necessaria tra razionale e reale








