
Il grande report 2026 su studenti e IA
Forse ti è già capitato: tuo figlio è chino sui compiti di matematica, scrive qualcosa sul telefono e pochi minuti dopo l’esercizio è fatto. Ma l’ha capito o l’ha solo copiato?
Per scoprirlo, a settembre 2026 abbiamo intervistato oltre 1.500 studenti della community Knowunity in Germania: come studiano, per cosa usano l’IA, cosa apprezzano e cosa vorrebbero dai genitori. In un secondo sondaggio, 7.011 studenti in 15 paesi, di cui 989 in Italia, hanno messo a confronto diretto Knowunity e ChatGPT. Le risposte sono più incoraggianti di quanto molti genitori pensino.
L’IA fa ormai parte dello studio
Il 72% degli studenti intervistati in Germania usa l’IA per la scuola più volte a settimana, più di un quarto addirittura ogni giorno. Quando si bloccano su un esercizio, quasi la metà chiede prima a un’IA. Solo il 5% chiede prima ai genitori.
Non c’è da preoccuparsi. Soprattutto i ragazzi più grandi preferiscono risolvere i problemi da soli, e alle nove di sera nessun insegnante è raggiungibile. Quello che conta è cosa succede in quel momento: tuo figlio riceve solo una risposta, o impara qualcosa?
Capire viene prima di copiare
Abbiamo chiesto per cosa i ragazzi usano di più l’IA quando studiano. Il risultato smentisce un pregiudizio diffuso:

Capire e prepararsi alle verifiche sono nettamente in testa. Certo, alcuni vogliono semplicemente la soluzione. Non è per forza un male: una soluzione che si riesce a seguire è spesso il primo passo per capire. L’importante è che dopo arrivi una spiegazione.
Il compagno di studio di Knowunity funziona proprio così: spiega passo dopo passo e invita tuo figlio a riprovarci da solo. In una modalità apposita va ancora oltre: invece di dare la soluzione, fa domande e dà indizi finché tuo figlio non ci arriva da solo.
Chiedere senza fare brutta figura
Quello che i ragazzi apprezzano di più è che l’IA spiega finché non hanno capito. Lo conferma un secondo dato: solo un terzo chiede spesso spiegazioni in classe quando qualcosa non è chiaro. Il 29% lo fa raramente o quasi mai.

I motivi li conosciamo in tanti dai tempi della scuola: non si vuole fare brutta figura davanti alla classe, oppure ci si accorge solo a casa di aver perso il filo. L’IA non giudica. Spiega per la quinta volta con la stessa pazienza della prima, anche la domenica sera prima della verifica di matematica.
A scuola conta il procedimento giusto
L’80% degli intervistati dice che a scuola gli esercizi vanno risolti esattamente come è stato mostrato in classe. Molti genitori lo conoscono bene: spieghi un procedimento come l’hai imparato tu e ti senti rispondere «Ma noi non lo facciamo così!».
In più, il 39% spesso non sa cosa sia davvero importante per la prossima verifica. E prima di una verifica nemmeno la metà si sente ben preparata.
Per questo Knowunity segue i programmi ministeriali e tuo figlio può caricare i propri materiali delle lezioni. Un piano di studio personalizzato divide gli argomenti fino alla prossima verifica in passi gestibili.
Cosa è cambiato da quando studiano con l’IA
Le risposte sono chiare: più di tre quarti oggi capiscono meglio la materia, circa sei su dieci sono più tranquilli e si sentono più preparati per le verifiche. Il 71% dice di avere voti migliori, il 16% addirittura di un voto intero. Peggiora solo per pochissimi.

Sono autovalutazioni, non pagelle. Ma mostrano come i ragazzi vivono lo studio: più comprensibile, più tranquillo e meglio preparato. O, come ha scritto qualcuno nel sondaggio: «In matematica prima avevo 4, ora 3+» (in Germania 1 è il voto migliore e 6 il peggiore).
Più critici di quanto si pensi
Molti genitori temono che i figli credano a tutto quello che dice l’IA. Il sondaggio mostra altro:

Solo il 15% si basa sul fatto che una risposta suoni giusta. La maggior parte controlla il procedimento o confronta con il quaderno e il libro. E dicono onestamente cosa non va: al primo posto, con il 60%, il fatto che a volte le risposte siano sbagliate.
Il 93% nota una differenza tra i programmi di IA generici e quelli fatti per studiare. Nessuno è infallibile. La differenza sta nel modo di spiegare. Con le loro parole:
«ChatGPT ti dice la soluzione, Knowunity invece spiega senza dirti la soluzione e ti aiuta.»
«Le risposte sono adatte al mio livello.»
«ChatGPT fa spesso errori grossi che Knowunity non fa! A volte però trovo errori anche in Knowunity.»
Proprio l’ultima citazione mostra quanto i ragazzi siano riflessivi. Per questo Knowunity punta su spiegazioni che tuo figlio può seguire e confrontare con il quaderno, e su oltre 1 milione di appunti verificati.
A casa di IA si parla ancora poco
Solo in una famiglia su quattro ci sono regole chiare. In quasi un terzo dei casi i genitori non sanno che il figlio usa l’IA, oppure non se n’è mai parlato. È comprensibile: l’argomento è nuovo per tutti.

Eppure è proprio questa la conversazione che i ragazzi desiderano:
«Che la vedano come un aiuto e non come pigrizia.»
«Che si possa usare l’IA, ma con regole chiare.»
«Apertura sull’argomento, e imparare insieme come usare l’IA in modo sensato e sicuro per la scuola.»
Cinque idee per la tua famiglia
- Fatti mostrare come fa. Solo il 5% chiede prima ai genitori quando ha un problema, quasi la metà chiede a un’IA. Chiedi a tuo figlio di mostrarti come studia con l’IA. La maggior parte lo spiega volentieri.
- Chiedi del procedimento. L’80% dei ragazzi capisce dal procedimento se può fidarsi di una risposta dell’IA. Usa lo stesso test: «Come ci sei arrivato?» è il modo più rapido per vedere se ha capito.
- Mettetevi d’accordo su poche regole chiare. Nel 35% delle famiglie se n’è già parlato, ma senza regole fisse. Le regole migliori sono semplici: prima provare da soli, poi chiedere, e confrontare i risultati con il quaderno.
- Scegli l’aiuto giusto. Il 69% si fida di più di una risposta dell’IA se è spiegata come in classe. Fai attenzione a tre cose: spiega passo dopo passo invece di dare la soluzione? Segue i programmi scolastici? Puoi vedere i progressi senza leggere le chat?
- Valorizza la comprensione. Capire conta per i ragazzi stessi: il 73% apprezza che l’IA spieghi finché non è tutto chiaro. Un «Ora ho capito!» merita lo stesso riconoscimento di un bel voto.
Knowunity o ChatGPT: cosa dicono gli studenti
Quasi tutti i ragazzi notano una differenza tra i programmi di IA generici e quelli fatti per studiare. Volevamo capire quanto è grande questa differenza. Per questo, dal 23 settembre al 13 ottobre 2026, 7.011 studenti in 15 paesi, di cui 989 in Italia, hanno valutato i programmi che usano per studiare, tra cui Knowunity, ChatGPT e Gemini. Il questionario era volutamente neutro: Knowunity non compariva come mittente e la maggior parte delle valutazioni riguardava altri programmi.

Su una scala da 1 a 5, gli studenti danno in media 4,43 punti a Knowunity e 3,26 a ChatGPT. Nel confronto diretto la differenza è ancora più netta. Abbiamo guardato, per tutti quelli che li hanno valutati entrambi, quale dei due mettono avanti:

8 studenti su 10 (78%) si fidano più di Knowunity che di ChatGPT, solo il 7% il contrario. Il 73% dice che Knowunity lo aiuta di più a capire, e 7 su 10 (69%) trovano più motivante studiare con Knowunity.
I ragazzi sanno anche bene cos’è Knowunity: 8 su 10 (79%) lo descrivono come uno strumento per studiare, non come un assistente IA generico come ChatGPT. E quando conta, lo usano davvero. Alla domanda su quale app aprono per prima quando si bloccano su un esercizio, il 56% risponde spontaneamente Knowunity, l’8% ChatGPT. La risposta era libera, scritta prima che sullo schermo comparisse qualsiasi nome.

Lo si vede anche nei voti: il 63% dice che i suoi voti sono migliorati con Knowunity, il 26% addirittura di molto. Solo l’1,4% dice che sono peggiorati. Anche queste sono autovalutazioni, ma confermano quello che ci hanno raccontato i ragazzi nel primo sondaggio.
E in Italia? Qui il distacco è ancora più netto. In media gli studenti italiani danno 4,41 punti a Knowunity e 2,96 a ChatGPT. L’83% si fida più di Knowunity che di ChatGPT, il 79% lo trova più motivante e l’84% lo considera uno strumento per studiare.
Come Knowunity aiuta tuo figlio
- Un compagno di studio che spiega invece di dare la risposta: passo dopo passo, al livello di tuo figlio.
- In linea con le lezioni: segue i programmi ministeriali, e tuo figlio può caricare i propri materiali.
- Pronto per la prossima verifica: un piano di studio personalizzato con quiz, flashcard e riassunti.
- Oltre 1 milione di appunti verificati: appunti ed esercizi della community, controllati e valutati.
- Una panoramica per i genitori: la Dashboard genitori mostra attività e argomenti, senza accesso alle chat.
Conclusione
Per i ragazzi l’IA è una parte normale dello studio. La maggior parte la usa per capire, prepararsi alle verifiche e fare le domande che in classe non osa fare. E sanno bene quale aiuto funziona davvero: 8 su 10 si fidano più di Knowunity che di ChatGPT. Quello di cui hanno bisogno dai genitori è semplice: interesse, fiducia e qualche regola chiara.
I sondaggi
Questo report si basa su due sondaggi online tra studenti della community Knowunity, con 8.550 risposte in totale.
Sondaggio sull’IA, settembre 2026: 1.539 studenti in Germania, dalla quinta alla tredicesima classe del sistema scolastico tedesco, circa tre quarti al Gymnasium, l’equivalente tedesco del liceo. Alle domande sulle esperienze con l’IA hanno risposto 1.002 persone, a quella sui voti 624. Dove erano possibili più risposte, i valori sommati superano il 100%. Le citazioni sono tradotte dal tedesco.
Sondaggio sul brand, dal 23 settembre al 13 ottobre 2026: 7.011 studenti in 15 paesi, di cui 989 in Italia, ognuno nella propria lingua. Hanno valutato Knowunity, ChatGPT, Gemini e altre app per studiare su una scala da 1 a 5, tra l’altro per fiducia, comprensione e divertimento. Nel confronto diretto contano solo gli studenti che hanno valutato entrambi i programmi: 6.592 per la fiducia, 6.225 per la motivazione. L’app aperta per prima era una risposta libera.
Tutti gli intervistati usano già Knowunity: i risultati mostrano come lo vedono gli studenti che lo conoscono, non la media di tutti i ragazzi. Tutti i dati sono autovalutazioni e le citazioni sono state leggermente riviste nella forma.
Federico Scampoli








