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IL DECADENTISMO

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 L'ORIGINE DEL TERMINE "DECADENTISMO"
Il termine "decadentismo" deriva dalla "decadenza", cioè una crisi profonda che riguarda l'intera
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L'ORIGINE DEL TERMINE "DECADENTISMO" Il termine "decadentismo" deriva dalla "decadenza", cioè una crisi profonda che riguarda l'intera società attenta solo a esaltare trionfalmente il progresso. Ciò si nota nel primo verso della poesia di Verlaine intitolata Languore, pubblicata nel 1883, dove il termine "decadentismo", ha per Verlaine una valenza positiva in quanto indica una presa di coscienza polemica nei confronti della società borghese. La critica ufficiale tuttavia rovescia il termine in senso spregiativo, significato che ha peraltro nel linguaggio comune, a indicare quei gruppi di intellettuali che ostentavano una vita irregolare e disordinata. LA VISIONE DEL MONDO DECADENTE Il mistero e le "corrispondenze" Il movimento decadente rifiuta decisamente il Positivismo, che è alla base della mentalità borghese. Secondo il pensiero dei decadenti, la ragione e la scienza non possono giungere alla conoscenza del reale, come invece affermavano i pensatori positivisti, poiché la realtà è avvolta dal mistero. Tutti gli aspetti dell'essere sono legati tra loro da oscure corrispondenze che sfuggono alla ragione. Inoltre questi scrittori si interessano soprattutto all'inconscio (esempio: Freud, a fine secolo). Lo scavo nell'inconscio porta gli artisti decadenti alla scoperta di una realtà che ritengono si possa interpretare in modo più vero e più profondo abbandonando ogni legame razionale con la realtà stessa. Gli strumenti irrazionali del conoscere Per giungere all'essenza segreta della realtà, i decadenti...

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si abbandonano a stati alterati dell'esistenza come la follia, la nevrosi e il delirio che potenziano con l'uso dell'alcol e delle droghe: tutto ciò per sottrarsi in ogni modo al dominio della ragione. Questo slancio irrazionale li spinge verso il misticismo e, di conseguenza, gli artisti decadenti tendono ad annullare il proprio io facendosi parte della natura: è ciò che viene definito "panismo", che ritroveremo nell'opera di d'Annunzio. LA POETICA DEL DECADENTISMO L'estetismo Per i decadenti il primo strumento di conoscenza è quello costituito dall'arte e, pertanto, gli artisti divengono "veggenti" e cioè persone capaci di spingere lo sguardo là dove l'uomo comune non vede nulla: per questo motivo l'arte è per loro il valore più alto. E poiché, secondo la loro poetica, l'arte coincide con il bello, il culto religioso per l'arte dà origine all'estetismo. L'esteta assume infatti come principio regolatore della vita la bellezza ed è solo in base a questa che vive e giudica la realtà mentre si rifiuta di promuovere idee morali e civili; l'arte celebra soltanto se stessa allontanando da sé le intenzioni pratiche e utilitaristiche e divenendo così arte "pura", poesia "pura"! poiché la parola nella poesia pura perde quasi del tutto la sua funzione comunicativa, diventa suggestione irrazionale, al limite della comprensibilità. Nel rendere oscuro il linguaggio dell'arte, l'artista decadente prende anche le distanze dallo sviluppo della "cultura di massa", allora agli inizi ma già molto diffusa, che, grazie all'evoluzione tecnologica, offre al pubblico prodotti riproducibili in un numero infinito di esemplari, come nel caso della fotografia e dei romanzi pubblicati a puntate sui giornali, distruggendo così il concetto di unicità dell'opera d'arte che i decadenti, anche grazie alla difficoltà di fruizione delle loro opere, intendono difendere. Creato con Scanner Pro 13554 Le tecniche espressive La musica, dotata di misteriose capacità suggestive, prende forma nella parola che, grazie al suono, si carica di valori evocativi e indefiniti e quindi le parole stesse assumono sfumature o significati diversi da quelli comuni. Anche il significato della metafora cambia di conseguenza; infatti la metafora decadente non è regolata da un semplice rapporto di somiglianza tra due oggetti, ma crea legami tra realtà diverse e lontane, mettendo in luce un sistema di analogie universali che allude ad una rete di segrete relazioni tra le cose: il linguaggio usato dai poeti per portare sulla pagina questa visione del mondo è quello che viene definito "analogico". TEMI E MITI DELLA LETTERATURA DECADENTE L'età del Decadentismo è caratterizzata da un grande senso di stanchezza esistenziale derivante dalla percezione di un disfacimento ormai vicino e, in gran parte, già in atto. La malattia e la perversione sessuale sono temi costanti, che i decadenti assumono come rivelatori di verità e che simboleggiano la crisi di un'epoca soffocata dall'angoscia. Ma esiste un'altra faccia della medaglia che consiste nell'esaltazione della pienezza vitale e nel culto della forza; questo slancio vitale risulta però nient'altro che un modo per cercare di sconfiggere l'attrazione per la morte dovuta a quel senso di stanchezza esistenziale. ROMANTICISMO E DECADENTISMO Gli aspetti più specifici del Decadentismo si possono ricondurre alla situazione europea della seconda metà dell'Ottocento: l'affermazione su larga scala della grande industria, il ruolo dell'uomo ridotto a cosa e cioè a merce dall'industria capitalistica, la formazione della società di massa che tende a sua volta a uniformare tutti gli individui. Il Romanticismo, il primo movimento artistico che già intende ribellarsi a questo stato di cose, era però caratterizzato da un forte entusiasmo verso l'infinita espansione dell'io; nel Decadentismo invece si manifesta un'ossessione della morte che spinge l'uomo a ripiegarsi su se stesso e ad analizzare la propria debolezza. Altra diversità tra le due correnti è quella per cui il decadente esalta l'artificio, la complicazione, l'opera derivante da un sottile lavoro cerebrale, mentre il romantico tendeva a valorizzare la forza creatrice immediata e spontanea del genio. La coscienza dell'artista di trovarsi ora definitivamente in una condizione avvilente di declassazione e di massificazione, poiché nella logica del mercato l'opera d'arte si riduce sempre più a merce di scambio, costituisce un'altra caratteristica propria del Decadentismo. DECADENTISMO E NATURALISMO Correnti culturali e gruppi intellettuali è importante sottolineare che Naturalismo e Decadentismo sono fenomeni paralleli ed entrambi presenti dagli anni Settanta fino ai primi ann Novanta dell'Ottocento. Negli anni Novanta il Naturalismo, sostanzialmente integrato nell'ordine borghese poiché ne accetta la concezione culturale basata sul Positivismo e sul culto del progresso, inizia a esaurirsi e le tendenze decadenti a emergere con forza. Infatti molte poetiche artistiche del XX secolo hanno le loro radici nel Decadentismo, a dimostrazione di quanto questo sia stato ricco di idee e quanto queste abbiano influenzato l'arte successiva. Creato con Scanner Pro BRAL IPIGN Il trionfo della poesia simbolista Per il linguaggio analogico ogni parola diventa "simbolo" di quella parte di realtà che evoca; il compito dell'arte è dunque, per i simbolisti, quello di tradurre la realtà in simboli. Questa poetica influenzerà, in Italia, soprattutto Pascoli e d'Annunzio. Le tendenze del romanzo decadente Nel romanzo Controcorrente (1884), Joris-Karl Huysmans narra la storia di un esteta che, isolato dal mondo, ricerca ossessivamente sensazioni uniche, rare e preziose; questo atteggiamento porterà il protagonista ad ammalarsi di nevrosi. La poetica dell'introspezione, praticata nella narrazione di Huysmans, è alla base del "romanzo psicologico" che si concentra quasi esclusivamente sull'esplorazione attenta dell'interiorità di un personaggio. In Italia il romanzo psicologico verrà frequentato soprattutto da d'Annunzio dei primi romanzi e da Svevo. In Inghilterra opera Oscar Wilde che, coerentemente con i principi dell'estetismo, tende a fondere arte e vita ostentando atteggiamenti raffinatamente stravaganti. Questo scrittore, brillante e profondo contemporaneamente, fu anche un critico della società moderna. La sua opera più nota è un romanzo, ritratto di Dorian Gray (1890), che si basa sull'ammirazione della bellezza, principio fondamentale dell'estetismo, non senza però condurre nel medesimo tempo una critica corrosiva degli usi e dei costumi della borghesia di fine Ottocento. IL ROMANZO DECADENTE IN EUROPA Le due opere principali Nel panorama europeo due romanzi spiccano fra gli altri per la loro chiarezza ed efficacia nell'illustrare i capisaldi della visione decadente: Controcorrente di Joris-Karl Huysmans (1848 - 1907) e Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (1854 - 1900). Nel primo l'autore rifiuta decisamente la realtà e la natura, in chiara funzione antinaturalistica, anteponendo a queste l'immaginazione: la natura, ritenuta ormai banale e troppo usata, viene sostituita da una realtà artificiale creata dall'uomo. Il romanzo di Wilde è incentrato sull'estetismo il cui conseguente culto della bellezza viene elevato a valore assoluto da anteporre a quelli della morale comune. Le innovazioni formali Le due opere, oltre che per i loro contenuti, sono significative anche dal punto di vista formale poiché non hanno più nulla in comune con il romanzo naturalistico. In Controcorrente (1884), infatti, abbiamo il ritratto di un uomo e la narrazione si limita a un elenco delle sue predilezioni, dei suoi gusti e dei suoi disgusti, delle sue ricerche di sensazioni rare e preziose che rovesciano i comportamenti abituali, delle sue nevrosi e delle sue manie. Nel Ritratto di Dorian Gray (1891) (in cui apparentemente troviamo un impianto più tradizionale, fondato su personaggi e intreccio) alla dimensione reale dei fatti, fondamento del romanzo naturalistico, si sovrappongono però altre dimensioni, come quella saggistico intellettuale, costituita dalle conversazioni brillanti fra lord Wotton e Dorian Gray, intese a proporre una visione della vita che rovescia tutti i luoghi comuni e tutte le convenzioni del mondo borghese. A questo piano se ne sovrappone un altro fantastico, rappresentato dal ritratto che invecchia al posto di Dorian, caricandosi misteriosamente di tutta la bruttura del vizio in cui il personaggio precipita. Creato con Scanner Pro Dia 15 PIGNA) (VSD) IGN NA Una nuova concezione dell'arte Il culto della bellezza e della forma dell'opera d'arte, in Wilde, si oppone alla concezione ottocentesca dell'arte per cui l'opera dell'artista doveva avere anche scopi educativi e morali e pertanto cercava di rivolgersi a un ampio numero di persone: ora invece i decadenti, e Huysmans e Wilde in particolare, intendono indirizzare il loro lavoro a un pubblico di "eletti" che siano in grado di capirlo e apprezzarlo. LA NARRATIVA DECADENTE IN ITALIA Antonio Fogazzaro In Italia i romanzi decadenti più rilevanti sono ovviamente quelli di Gabriele d'Annunzio. Anche altri prosatori, che appartengono all'area del Decadentismo, furono però al tempo molto apprezzati. Tra questi il più importante è Antonio Fogazzaro (1842-1911). In Malombra, il suo primo romanzo, pubblicato nel 1881, l'autore frequenta due temi che verranno ripresi nei decenni successivi: quello dell' "inetto a vivere" e cioè l'intellettuale che non riesce a inserirsi nella società borghese, e quello della "donna fatale" tenebrosa e inquietante, nemica del maschio. Egli inoltre predilige il mistero e il soprannaturale opponendosi anche in questo ai romanzi naturalistici. Grazia Deledda Anche Grazia Deledda (1871 - 1936) scrive diversi romanzi che apparentemente richiamano un clima ancora naturalistico per l'attenzione dedicata agli ambienti e ai costumi della nativa Sardegna, che però fanno solo da sfondo alla vicenda, perché la scrittrice è soprattutto interessata a esplorare la dimensione interiore dei personaggi attraverso l'analisi della solitudine esistenziale dell'uomo moderno e della sua drammatica incapacità a comunicare. Elias Portolu, pubblicato nel 1903, è incentrato sul conflitto tra un padre forte e autoritario e un figlio debole, un "inetto" schiacciato dalla figura paterna: si tratta di una tematica che ritroveremo anche in d'Annunzio, Svevo e Tozzi, tra gli altri. La Deledda è stata una scrittrice nota e apprezzata e, nel 1926, le venne conferito il premio Nobel per la letteratura. Creato con Scanner Pro 36 IL DECADENTISMO MAPPA IL CONTESTO DEL DECADENTISMO DAL 1880 AL 1900 ORIGINE E VISIONE DEL MONDO Il termine "decadentismo" deriva dal sonetto Languore di Verlaine: egli sa di vivere in un tempo di crisi sebbene la società esalti il progresso. Il termine ha per Verlaine un valore positivo ma la critica lo rovescia in senso spregiativo. Per i decadenti la ragione e la scienza non possono conoscere il reale: la realtà è avvolta dal mistero e gli aspetti dell'essere sono legati tra loro da oscure corrispondenze. Lo scavo nell'inconscio spinge i decadenti ad abbandonare ogni legame razionale con la realtà. Per giungere all'essenza segreta della realtà, i decadenti si abbandonano a stati alterati dell'esistenza come la follia, la nevrosi e il delirio che potenziano con l'uso di alcol e droghe. POETICA E TEMATICHE Per i decadenti l'arte è lo strumento di conoscenza migliore. Essa celebra solo se stessa, senza intenzioni pratiche e utilitaristiche. Il culto religioso per l'arte e il bello dà origine all'estetismo. La parola, grazie al suono, si carica di valori evocativi e indefiniti. La metafora decadente crea legami tra realtà diverse e lontane, ed evidenzia un sistema di analogie universali e di segrete relazioni tra le cose: il linguaggio usato viene così definito "analogico". I temi principali sono la malattia, la perversione sessuale e l'angoscia esistenziale, ma anche l'esaltazione della pienezza vitale e il culto della forza, per tentare di contrastare l'attrazione per la morte. AUDIO SOCIETÀ E LETTERATURA Si afferma la grande industria e la società di massa tende a uniformare gli individui. Mentre il Romanticismo si ribella confidando nell'espansione dell'io e nella creatività del genio, il Decadentismo manifesta un'ossessione per la morte ed esalta l'artificio. Negli ultimi anni dell'Ottocento il Naturalismo si esaurisce e molte poetiche artistiche del XX secolo si rifanno al Decadentismo. I poeti simbolisti, con il linguaggio analogico, traducono la realtà in simboli. La poetica dell'introspezione è alla base del "romanzo psicologico". In Il ritratto di Dorian Gray, Wilde esalta la bellezza, principio base dell'estetismo, e critica i costumi borghesi di fine Ottocento. Creato con Scanner Pro 278747

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Il termine "decadentismo" deriva dalla "decadenza", cioè una crisi profonda che riguarda l'intera
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Grazie, mi aiuterà molto perché stiamo insegnando questo argomento ora! 😁

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si abbandonano a stati alterati dell'esistenza come la follia, la nevrosi e il delirio che potenziano con l'uso dell'alcol e delle droghe: tutto ciò per sottrarsi in ogni modo al dominio della ragione. Questo slancio irrazionale li spinge verso il misticismo e, di conseguenza, gli artisti decadenti tendono ad annullare il proprio io facendosi parte della natura: è ciò che viene definito "panismo", che ritroveremo nell'opera di d'Annunzio. LA POETICA DEL DECADENTISMO L'estetismo Per i decadenti il primo strumento di conoscenza è quello costituito dall'arte e, pertanto, gli artisti divengono "veggenti" e cioè persone capaci di spingere lo sguardo là dove l'uomo comune non vede nulla: per questo motivo l'arte è per loro il valore più alto. E poiché, secondo la loro poetica, l'arte coincide con il bello, il culto religioso per l'arte dà origine all'estetismo. L'esteta assume infatti come principio regolatore della vita la bellezza ed è solo in base a questa che vive e giudica la realtà mentre si rifiuta di promuovere idee morali e civili; l'arte celebra soltanto se stessa allontanando da sé le intenzioni pratiche e utilitaristiche e divenendo così arte "pura", poesia "pura"! poiché la parola nella poesia pura perde quasi del tutto la sua funzione comunicativa, diventa suggestione irrazionale, al limite della comprensibilità. Nel rendere oscuro il linguaggio dell'arte, l'artista decadente prende anche le distanze dallo sviluppo della "cultura di massa", allora agli inizi ma già molto diffusa, che, grazie all'evoluzione tecnologica, offre al pubblico prodotti riproducibili in un numero infinito di esemplari, come nel caso della fotografia e dei romanzi pubblicati a puntate sui giornali, distruggendo così il concetto di unicità dell'opera d'arte che i decadenti, anche grazie alla difficoltà di fruizione delle loro opere, intendono difendere. Creato con Scanner Pro 13554 Le tecniche espressive La musica, dotata di misteriose capacità suggestive, prende forma nella parola che, grazie al suono, si carica di valori evocativi e indefiniti e quindi le parole stesse assumono sfumature o significati diversi da quelli comuni. Anche il significato della metafora cambia di conseguenza; infatti la metafora decadente non è regolata da un semplice rapporto di somiglianza tra due oggetti, ma crea legami tra realtà diverse e lontane, mettendo in luce un sistema di analogie universali che allude ad una rete di segrete relazioni tra le cose: il linguaggio usato dai poeti per portare sulla pagina questa visione del mondo è quello che viene definito "analogico". TEMI E MITI DELLA LETTERATURA DECADENTE L'età del Decadentismo è caratterizzata da un grande senso di stanchezza esistenziale derivante dalla percezione di un disfacimento ormai vicino e, in gran parte, già in atto. La malattia e la perversione sessuale sono temi costanti, che i decadenti assumono come rivelatori di verità e che simboleggiano la crisi di un'epoca soffocata dall'angoscia. Ma esiste un'altra faccia della medaglia che consiste nell'esaltazione della pienezza vitale e nel culto della forza; questo slancio vitale risulta però nient'altro che un modo per cercare di sconfiggere l'attrazione per la morte dovuta a quel senso di stanchezza esistenziale. ROMANTICISMO E DECADENTISMO Gli aspetti più specifici del Decadentismo si possono ricondurre alla situazione europea della seconda metà dell'Ottocento: l'affermazione su larga scala della grande industria, il ruolo dell'uomo ridotto a cosa e cioè a merce dall'industria capitalistica, la formazione della società di massa che tende a sua volta a uniformare tutti gli individui. Il Romanticismo, il primo movimento artistico che già intende ribellarsi a questo stato di cose, era però caratterizzato da un forte entusiasmo verso l'infinita espansione dell'io; nel Decadentismo invece si manifesta un'ossessione della morte che spinge l'uomo a ripiegarsi su se stesso e ad analizzare la propria debolezza. Altra diversità tra le due correnti è quella per cui il decadente esalta l'artificio, la complicazione, l'opera derivante da un sottile lavoro cerebrale, mentre il romantico tendeva a valorizzare la forza creatrice immediata e spontanea del genio. La coscienza dell'artista di trovarsi ora definitivamente in una condizione avvilente di declassazione e di massificazione, poiché nella logica del mercato l'opera d'arte si riduce sempre più a merce di scambio, costituisce un'altra caratteristica propria del Decadentismo. DECADENTISMO E NATURALISMO Correnti culturali e gruppi intellettuali è importante sottolineare che Naturalismo e Decadentismo sono fenomeni paralleli ed entrambi presenti dagli anni Settanta fino ai primi ann Novanta dell'Ottocento. Negli anni Novanta il Naturalismo, sostanzialmente integrato nell'ordine borghese poiché ne accetta la concezione culturale basata sul Positivismo e sul culto del progresso, inizia a esaurirsi e le tendenze decadenti a emergere con forza. Infatti molte poetiche artistiche del XX secolo hanno le loro radici nel Decadentismo, a dimostrazione di quanto questo sia stato ricco di idee e quanto queste abbiano influenzato l'arte successiva. Creato con Scanner Pro BRAL IPIGN Il trionfo della poesia simbolista Per il linguaggio analogico ogni parola diventa "simbolo" di quella parte di realtà che evoca; il compito dell'arte è dunque, per i simbolisti, quello di tradurre la realtà in simboli. Questa poetica influenzerà, in Italia, soprattutto Pascoli e d'Annunzio. Le tendenze del romanzo decadente Nel romanzo Controcorrente (1884), Joris-Karl Huysmans narra la storia di un esteta che, isolato dal mondo, ricerca ossessivamente sensazioni uniche, rare e preziose; questo atteggiamento porterà il protagonista ad ammalarsi di nevrosi. La poetica dell'introspezione, praticata nella narrazione di Huysmans, è alla base del "romanzo psicologico" che si concentra quasi esclusivamente sull'esplorazione attenta dell'interiorità di un personaggio. In Italia il romanzo psicologico verrà frequentato soprattutto da d'Annunzio dei primi romanzi e da Svevo. In Inghilterra opera Oscar Wilde che, coerentemente con i principi dell'estetismo, tende a fondere arte e vita ostentando atteggiamenti raffinatamente stravaganti. Questo scrittore, brillante e profondo contemporaneamente, fu anche un critico della società moderna. La sua opera più nota è un romanzo, ritratto di Dorian Gray (1890), che si basa sull'ammirazione della bellezza, principio fondamentale dell'estetismo, non senza però condurre nel medesimo tempo una critica corrosiva degli usi e dei costumi della borghesia di fine Ottocento. IL ROMANZO DECADENTE IN EUROPA Le due opere principali Nel panorama europeo due romanzi spiccano fra gli altri per la loro chiarezza ed efficacia nell'illustrare i capisaldi della visione decadente: Controcorrente di Joris-Karl Huysmans (1848 - 1907) e Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (1854 - 1900). Nel primo l'autore rifiuta decisamente la realtà e la natura, in chiara funzione antinaturalistica, anteponendo a queste l'immaginazione: la natura, ritenuta ormai banale e troppo usata, viene sostituita da una realtà artificiale creata dall'uomo. Il romanzo di Wilde è incentrato sull'estetismo il cui conseguente culto della bellezza viene elevato a valore assoluto da anteporre a quelli della morale comune. Le innovazioni formali Le due opere, oltre che per i loro contenuti, sono significative anche dal punto di vista formale poiché non hanno più nulla in comune con il romanzo naturalistico. In Controcorrente (1884), infatti, abbiamo il ritratto di un uomo e la narrazione si limita a un elenco delle sue predilezioni, dei suoi gusti e dei suoi disgusti, delle sue ricerche di sensazioni rare e preziose che rovesciano i comportamenti abituali, delle sue nevrosi e delle sue manie. Nel Ritratto di Dorian Gray (1891) (in cui apparentemente troviamo un impianto più tradizionale, fondato su personaggi e intreccio) alla dimensione reale dei fatti, fondamento del romanzo naturalistico, si sovrappongono però altre dimensioni, come quella saggistico intellettuale, costituita dalle conversazioni brillanti fra lord Wotton e Dorian Gray, intese a proporre una visione della vita che rovescia tutti i luoghi comuni e tutte le convenzioni del mondo borghese. 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Tra questi il più importante è Antonio Fogazzaro (1842-1911). In Malombra, il suo primo romanzo, pubblicato nel 1881, l'autore frequenta due temi che verranno ripresi nei decenni successivi: quello dell' "inetto a vivere" e cioè l'intellettuale che non riesce a inserirsi nella società borghese, e quello della "donna fatale" tenebrosa e inquietante, nemica del maschio. Egli inoltre predilige il mistero e il soprannaturale opponendosi anche in questo ai romanzi naturalistici. Grazia Deledda Anche Grazia Deledda (1871 - 1936) scrive diversi romanzi che apparentemente richiamano un clima ancora naturalistico per l'attenzione dedicata agli ambienti e ai costumi della nativa Sardegna, che però fanno solo da sfondo alla vicenda, perché la scrittrice è soprattutto interessata a esplorare la dimensione interiore dei personaggi attraverso l'analisi della solitudine esistenziale dell'uomo moderno e della sua drammatica incapacità a comunicare. Elias Portolu, pubblicato nel 1903, è incentrato sul conflitto tra un padre forte e autoritario e un figlio debole, un "inetto" schiacciato dalla figura paterna: si tratta di una tematica che ritroveremo anche in d'Annunzio, Svevo e Tozzi, tra gli altri. La Deledda è stata una scrittrice nota e apprezzata e, nel 1926, le venne conferito il premio Nobel per la letteratura. Creato con Scanner Pro 36 IL DECADENTISMO MAPPA IL CONTESTO DEL DECADENTISMO DAL 1880 AL 1900 ORIGINE E VISIONE DEL MONDO Il termine "decadentismo" deriva dal sonetto Languore di Verlaine: egli sa di vivere in un tempo di crisi sebbene la società esalti il progresso. Il termine ha per Verlaine un valore positivo ma la critica lo rovescia in senso spregiativo. Per i decadenti la ragione e la scienza non possono conoscere il reale: la realtà è avvolta dal mistero e gli aspetti dell'essere sono legati tra loro da oscure corrispondenze. Lo scavo nell'inconscio spinge i decadenti ad abbandonare ogni legame razionale con la realtà. Per giungere all'essenza segreta della realtà, i decadenti si abbandonano a stati alterati dell'esistenza come la follia, la nevrosi e il delirio che potenziano con l'uso di alcol e droghe. POETICA E TEMATICHE Per i decadenti l'arte è lo strumento di conoscenza migliore. Essa celebra solo se stessa, senza intenzioni pratiche e utilitaristiche. Il culto religioso per l'arte e il bello dà origine all'estetismo. La parola, grazie al suono, si carica di valori evocativi e indefiniti. La metafora decadente crea legami tra realtà diverse e lontane, ed evidenzia un sistema di analogie universali e di segrete relazioni tra le cose: il linguaggio usato viene così definito "analogico". I temi principali sono la malattia, la perversione sessuale e l'angoscia esistenziale, ma anche l'esaltazione della pienezza vitale e il culto della forza, per tentare di contrastare l'attrazione per la morte. AUDIO SOCIETÀ E LETTERATURA Si afferma la grande industria e la società di massa tende a uniformare gli individui. Mentre il Romanticismo si ribella confidando nell'espansione dell'io e nella creatività del genio, il Decadentismo manifesta un'ossessione per la morte ed esalta l'artificio. Negli ultimi anni dell'Ottocento il Naturalismo si esaurisce e molte poetiche artistiche del XX secolo si rifanno al Decadentismo. I poeti simbolisti, con il linguaggio analogico, traducono la realtà in simboli. La poetica dell'introspezione è alla base del "romanzo psicologico". In Il ritratto di Dorian Gray, Wilde esalta la bellezza, principio base dell'estetismo, e critica i costumi borghesi di fine Ottocento. Creato con Scanner Pro 278747