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Le scritture di assestamento

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 DESCRIZIONE SCHEMA
La contabilità rileva le operazioni di gestione con il fine di determinare il reddito d'esercizio
e il patrimonio di fun

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DESCRIZIONE SCHEMA La contabilità rileva le operazioni di gestione con il fine di determinare il reddito d'esercizio e il patrimonio di funzionamento (insieme dei beni a disposizione dell'azienda al termine di un esercizio). Le operazioni di gestione sono registrate nel momento in cui si verifica la manifestazione finanziaria. Per determinare l'utile al termine del periodo amministrativo è necessario applicare il principio di competenza il quale afferma che bisogna individuare i costi e i ricavi di competenza economica e questo perché si è realizzato il consumo del bene indipendentemente dalla manifestazione monetaria. In seguito alle rilevazioni d'esercizio è necessario redigere l'inventario al 31/12, ovvero l'insieme di operazioni con le quali si determina il patrimonio dell'azienda. Con ciò gli elementi del patrimonio vengono ricercati, descritti, classificati, valutati e rappresentati mediante la situazione patrimoniale. Inoltre l'inventario è: generale poiché riguarda l'intera attività aziendale; ordinario poiché si redige ogni anno; a valori, cioè ogni elemento è valutato in moneta (nel nostro caso in euro); obbligatorio per legge secondo l'art.2217 del C.C. In questo caso vengono applicati due principi: il principio di prudenza fa sì che si tengano in considerazione dei ricavi certi e dei costi sia certi che incerti; il principio di continuità permette di valutare i beni presupponendo la continuità dell'attività aziendale. - L'inventario serve per fare le scritture di assestamento le quali si classificano in: scritture di...

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completamento che rilevano le operazioni in precedenza non registrate; scritture di integrazione registrano le operazioni di competenza dell'esercizio la cui manifestazione monetaria si avrà nell'esercizio successivo; scritture di rettifica esprimono i valori che hanno avuto la manifestazione monetaria ma che non sono di competenza dell'esercizio; scritture di ammortamento riguardano i costi pluriennali (ovvero immobilizzazioni materiali e immateriali) che si considerano di competenza dell'esercizio. Al termine delle scritture di assestamento si è in grado di fornire dati sia di valore finanziario che di valore economico. Quelli di valore economico si suddividono a loro volta in valori di competenza e valori non di competenza. Quelli di competenza vengono inseriti nella situazione economica. Quelli non di competenza vengono inseriti, insieme ai valori finanziari, nella situazione patrimoniale. Tutti questi dati serviranno per redigere il bilancio di esercizio. LE SCRITTURE DI AMMORTAMENTO L'ammortamento è il procedimento tecnico-contabile con il quale i costi pluriennali sono ripartiti in più esercizi. I beni pluriennali possono essere sia beni materiali sia beni immateriali ed esse vengono inserite nella situazione patrimoniale. Al 31/12 bisogna calcolare la quota di ammortamento ovvero la parte di costo pluriennale da attribuire all'esercizio; essa quindi esprime la perdita di valore subita dal bene durante l'anno. ESEMPIO L'azienda acquista un macchinario di 2000 euro e viene ammortizzato del 14 %. PD + QUOTA AMMORTAMENTO (SE) -> dare + FONDO AMMORTAMENTO (SP) -> avere Il fondo ammortamento è un conto che raccoglie tutte le quote di ammortamento. Per decidere gli anni di utilizzo di un bene pluriennale bisogna rispettare 3 criteri: 1. OBSOLESCENZA = il bene è stato superato tecnicamente 2. SENESCENZA = quanto il bene è stato deperito fisicamente 3. ADEGUATEZZA = quanto il bene si adegua alle necessità LE SCRITTURE DI RETTIFICA Le scritture di rettifica stornano componenti di reddito già rilevati, in quanto si è verificata la relativa manifestazione finanziaria, ma che non sono di competenza dell'esercizio. Le scritture di rettifica sono: le rimanenze oppure i risconti attivi e i risconti passivi. RIMANENZE Nelle aziende le rimanenze di magazzino comprendono le merci e le materie di consumo di proprietà dell'azienda. Per valutare le rimanenze bisogna seguire i due criteri del Codice Civile: 1. il COSTO DI ACQUISTO il quale è formato dal prezzo di acquisto comprensivo delle spese di imballaggio, di trasporto etc; 2. il VALORE DI MERCATO è dato dal prezzo di vendita più le spese di vendita Il Codice Civile chiede di scegliere il valore minore tra il costo di acquisto e il valore di mercato secondo il PRINCIPIO DI PRUDENZA. ESEMPIO L'azienda acquista 320 penne ma durante l'anno di competenza ne vengono utilizzate soltanto 200. La differenza, ovvero 120, sono le penne che possono essere ancora utilizzate e per questo al 31/12 vengono inserite nella situazione patrimoniale in dare nel conto "Merci" (vengono inserite nella SP poiché è l'unico prospetto che fa da tramite tra i due esercizi). Si chiude poi il conto della SP e al 1/1 le 120 penne vengono inserite nella situazione economica in dare. PD 31/12 1/1 - + + MERCI C/RIMANENZE FINALI (SE) -> avere e di 120 MERCI (SP) -> dare di 120 MERCI (SP) -> avere di 120 MERCI C/ESISTENZA INIZIALI -> dare di 120 RISCONTI Durante il periodo amministrativo l'impresa può avere effettuato pagamenti e riscossioni relativi a costi e ricavi la cui competenza economica interessa più esercizi. In questi casi, alla fine del periodo amministrativo, è necessario separare la quota di ricavo o di costo già maturata, che rappresenta il costo o il ricavo di competenza economica dell'esercizio, dalla quota che deve essere rinviata ai futuri esercizi. Quest'ultima quota viene chiamata RISCONTO. I risconti sono quote di ricavi o di costi non ancora maturati ma che hanno già avuto la relativa manifestazione finanziaria e che quindi sono già stati rilevati. RISCONTI ATTIVI LAFFITTO S 4/42 34/42 - 1/12 + affitt cassa 1/4 ↓ 2.50 SE 3000 2750 250 affiti (SP) + risconto attivo 31/12 PAGA U 1/412 CON AFFITTO ANNUO di 300 PAROLA = ANTICIPATO PAGAMENTO/RISCOSS + affido (n+1) risconto attivo 2450 SP xix- V/12 2450 SE 27.50/ 3000 12 1 asol 3006 n+4 2450 2750 n+L RISCONTI PASSIVI Un'azienda incassa fitti attivi semestrali di 4000 euro anticipatamente il 1/9. Si deve tenere conto della parte non di competenza -> 2 mesi = 1333,33 euro MASTRINO SE (N) -> avere = 4000 dare = 1333,33 -> differenza 2666,67 in avere SP -> 1333,33 in avere -> si chiude il conto SE (n+1) -> avere = 1333,33 PD 1/9 + FITTI ATTIVI -> AVERE 4000 + CASSA -> DARE 4000 31/12 - FITTO ATTIVO -> DARE 1333,33 + RISCONTO PASSIVO -> AVERE 1333,33 1/1 - RISCONTO PASSIVO -> DARE 1333.33 FITTI ATTIVI -> AVERE 1333.33 + LE SCRITTURE DI INTEGRAZIONE Le scritture di integrazioni rilevano quote di costi e di ricavi di competenza dell'esercizio non ancora contabilizzate in quanto aventi manifestazione negli esercizi futuri. Le scritture di integrazione comprendono: i ratei attivi e ratei passivi, la svalutazione dei crediti e gli accantonamenti ai fondi oneri e ai fondi rischi. SVALUTAZIONE CREDITI A fine esercizio è necessario analizzare i crediti per individuare la loro esigibilità. Scopriamo che il cliente non riesce a pagare e secondo il principio di prudenza togliamo del valore al credito. Ci sono tre tipi di rischi: 1. CERTO -> si è sicuri che la persona non paga quindi -> + PERDITA - CREDITI (insoluti) 2. SPECIFICO -> si effettua con una valutazione dei singoli crediti quindi su un singolo individuo 3. GENERICO -> si effettua una valutazione dell'insieme dei crediti residui quindi su TUTTI I CREDITI ESERCIZIO L'impresa Antonio Ferrua presenta al 31/12 crediti commerciali del valore nominale di 225.720 euro. Tra questi figurano un credito inesigibile di 5.680 euro verso il cliente Sartori sapa e un credito verso il cliente Gonelli Paolo & C. snc di 15.450 euro, per il quale si stima una riscossione del 50%. pag 4S4 es 27. CREDITI 3 - perdita rischio certo 22 - crecuti v Paolo CAS 450 ->SO/) CREDITI SVALUTATI -RI GENERICO 3%. CREDITI 34/42 SP crediti f.do svalutazione aff.de 31/12 1 + perdita (SE) - crediti (SP) + svalutazione crediti (SE) + F. do sval. creduti (RS) (SP) 22S 720 S 680 7725 ) + Svalutazione crediti (SE) F.do + rischi su crediti (SP) (RG) 212 348 RS->F.do svalutazione. RG -> rischi crediti -6 369,45 205 945, SS 5680 7725 6369,45 $630 7725 6369,45 RATEI I ratei sono quote di entrate o di uscite future che misurano ricavi o costi di competenza economica dell'esercizio, che avranno la loro manifestazione finanziaria in esercizi successivi. Il problema è che il costo/ricavo pagato e posticipato al 21/12 non è stato rilevato -> devo rilevare la parte di costo utilizzato. RATEI PASSIVI I ratei passivi rappresentano “debiti” relativi a componenti negativi di reddito (costi) già maturato, che avranno la manifestazione finanziaria nel futuro esercizio. ESEMPIO In data 01/04 è stato concluso un contratto annuale per la pulizia dei locali; il costo di 1500 euro è pagato in via posticipata.

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H

Grazie, mi aiuterà molto perché stiamo insegnando questo argomento ora! 😁

Riassunto e partita doppia sulle scritture di assestamento.

DESCRIZIONE SCHEMA La contabilità rileva le operazioni di gestione con il fine di determinare il reddito d'esercizio e il patrimonio di funzionamento (insieme dei beni a disposizione dell'azienda al termine di un esercizio). Le operazioni di gestione sono registrate nel momento in cui si verifica la manifestazione finanziaria. Per determinare l'utile al termine del periodo amministrativo è necessario applicare il principio di competenza il quale afferma che bisogna individuare i costi e i ricavi di competenza economica e questo perché si è realizzato il consumo del bene indipendentemente dalla manifestazione monetaria. In seguito alle rilevazioni d'esercizio è necessario redigere l'inventario al 31/12, ovvero l'insieme di operazioni con le quali si determina il patrimonio dell'azienda. Con ciò gli elementi del patrimonio vengono ricercati, descritti, classificati, valutati e rappresentati mediante la situazione patrimoniale. Inoltre l'inventario è: generale poiché riguarda l'intera attività aziendale; ordinario poiché si redige ogni anno; a valori, cioè ogni elemento è valutato in moneta (nel nostro caso in euro); obbligatorio per legge secondo l'art.2217 del C.C. In questo caso vengono applicati due principi: il principio di prudenza fa sì che si tengano in considerazione dei ricavi certi e dei costi sia certi che incerti; il principio di continuità permette di valutare i beni presupponendo la continuità dell'attività aziendale. - L'inventario serve per fare le scritture di assestamento le quali si classificano in: scritture di...

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completamento che rilevano le operazioni in precedenza non registrate; scritture di integrazione registrano le operazioni di competenza dell'esercizio la cui manifestazione monetaria si avrà nell'esercizio successivo; scritture di rettifica esprimono i valori che hanno avuto la manifestazione monetaria ma che non sono di competenza dell'esercizio; scritture di ammortamento riguardano i costi pluriennali (ovvero immobilizzazioni materiali e immateriali) che si considerano di competenza dell'esercizio. Al termine delle scritture di assestamento si è in grado di fornire dati sia di valore finanziario che di valore economico. Quelli di valore economico si suddividono a loro volta in valori di competenza e valori non di competenza. Quelli di competenza vengono inseriti nella situazione economica. Quelli non di competenza vengono inseriti, insieme ai valori finanziari, nella situazione patrimoniale. Tutti questi dati serviranno per redigere il bilancio di esercizio. LE SCRITTURE DI AMMORTAMENTO L'ammortamento è il procedimento tecnico-contabile con il quale i costi pluriennali sono ripartiti in più esercizi. I beni pluriennali possono essere sia beni materiali sia beni immateriali ed esse vengono inserite nella situazione patrimoniale. Al 31/12 bisogna calcolare la quota di ammortamento ovvero la parte di costo pluriennale da attribuire all'esercizio; essa quindi esprime la perdita di valore subita dal bene durante l'anno. ESEMPIO L'azienda acquista un macchinario di 2000 euro e viene ammortizzato del 14 %. PD + QUOTA AMMORTAMENTO (SE) -> dare + FONDO AMMORTAMENTO (SP) -> avere Il fondo ammortamento è un conto che raccoglie tutte le quote di ammortamento. Per decidere gli anni di utilizzo di un bene pluriennale bisogna rispettare 3 criteri: 1. OBSOLESCENZA = il bene è stato superato tecnicamente 2. SENESCENZA = quanto il bene è stato deperito fisicamente 3. ADEGUATEZZA = quanto il bene si adegua alle necessità LE SCRITTURE DI RETTIFICA Le scritture di rettifica stornano componenti di reddito già rilevati, in quanto si è verificata la relativa manifestazione finanziaria, ma che non sono di competenza dell'esercizio. Le scritture di rettifica sono: le rimanenze oppure i risconti attivi e i risconti passivi. RIMANENZE Nelle aziende le rimanenze di magazzino comprendono le merci e le materie di consumo di proprietà dell'azienda. Per valutare le rimanenze bisogna seguire i due criteri del Codice Civile: 1. il COSTO DI ACQUISTO il quale è formato dal prezzo di acquisto comprensivo delle spese di imballaggio, di trasporto etc; 2. il VALORE DI MERCATO è dato dal prezzo di vendita più le spese di vendita Il Codice Civile chiede di scegliere il valore minore tra il costo di acquisto e il valore di mercato secondo il PRINCIPIO DI PRUDENZA. ESEMPIO L'azienda acquista 320 penne ma durante l'anno di competenza ne vengono utilizzate soltanto 200. La differenza, ovvero 120, sono le penne che possono essere ancora utilizzate e per questo al 31/12 vengono inserite nella situazione patrimoniale in dare nel conto "Merci" (vengono inserite nella SP poiché è l'unico prospetto che fa da tramite tra i due esercizi). Si chiude poi il conto della SP e al 1/1 le 120 penne vengono inserite nella situazione economica in dare. PD 31/12 1/1 - + + MERCI C/RIMANENZE FINALI (SE) -> avere e di 120 MERCI (SP) -> dare di 120 MERCI (SP) -> avere di 120 MERCI C/ESISTENZA INIZIALI -> dare di 120 RISCONTI Durante il periodo amministrativo l'impresa può avere effettuato pagamenti e riscossioni relativi a costi e ricavi la cui competenza economica interessa più esercizi. In questi casi, alla fine del periodo amministrativo, è necessario separare la quota di ricavo o di costo già maturata, che rappresenta il costo o il ricavo di competenza economica dell'esercizio, dalla quota che deve essere rinviata ai futuri esercizi. Quest'ultima quota viene chiamata RISCONTO. I risconti sono quote di ricavi o di costi non ancora maturati ma che hanno già avuto la relativa manifestazione finanziaria e che quindi sono già stati rilevati. RISCONTI ATTIVI LAFFITTO S 4/42 34/42 - 1/12 + affitt cassa 1/4 ↓ 2.50 SE 3000 2750 250 affiti (SP) + risconto attivo 31/12 PAGA U 1/412 CON AFFITTO ANNUO di 300 PAROLA = ANTICIPATO PAGAMENTO/RISCOSS + affido (n+1) risconto attivo 2450 SP xix- V/12 2450 SE 27.50/ 3000 12 1 asol 3006 n+4 2450 2750 n+L RISCONTI PASSIVI Un'azienda incassa fitti attivi semestrali di 4000 euro anticipatamente il 1/9. Si deve tenere conto della parte non di competenza -> 2 mesi = 1333,33 euro MASTRINO SE (N) -> avere = 4000 dare = 1333,33 -> differenza 2666,67 in avere SP -> 1333,33 in avere -> si chiude il conto SE (n+1) -> avere = 1333,33 PD 1/9 + FITTI ATTIVI -> AVERE 4000 + CASSA -> DARE 4000 31/12 - FITTO ATTIVO -> DARE 1333,33 + RISCONTO PASSIVO -> AVERE 1333,33 1/1 - RISCONTO PASSIVO -> DARE 1333.33 FITTI ATTIVI -> AVERE 1333.33 + LE SCRITTURE DI INTEGRAZIONE Le scritture di integrazioni rilevano quote di costi e di ricavi di competenza dell'esercizio non ancora contabilizzate in quanto aventi manifestazione negli esercizi futuri. Le scritture di integrazione comprendono: i ratei attivi e ratei passivi, la svalutazione dei crediti e gli accantonamenti ai fondi oneri e ai fondi rischi. SVALUTAZIONE CREDITI A fine esercizio è necessario analizzare i crediti per individuare la loro esigibilità. Scopriamo che il cliente non riesce a pagare e secondo il principio di prudenza togliamo del valore al credito. Ci sono tre tipi di rischi: 1. CERTO -> si è sicuri che la persona non paga quindi -> + PERDITA - CREDITI (insoluti) 2. SPECIFICO -> si effettua con una valutazione dei singoli crediti quindi su un singolo individuo 3. GENERICO -> si effettua una valutazione dell'insieme dei crediti residui quindi su TUTTI I CREDITI ESERCIZIO L'impresa Antonio Ferrua presenta al 31/12 crediti commerciali del valore nominale di 225.720 euro. Tra questi figurano un credito inesigibile di 5.680 euro verso il cliente Sartori sapa e un credito verso il cliente Gonelli Paolo & C. snc di 15.450 euro, per il quale si stima una riscossione del 50%. pag 4S4 es 27. CREDITI 3 - perdita rischio certo 22 - crecuti v Paolo CAS 450 ->SO/) CREDITI SVALUTATI -RI GENERICO 3%. CREDITI 34/42 SP crediti f.do svalutazione aff.de 31/12 1 + perdita (SE) - crediti (SP) + svalutazione crediti (SE) + F. do sval. creduti (RS) (SP) 22S 720 S 680 7725 ) + Svalutazione crediti (SE) F.do + rischi su crediti (SP) (RG) 212 348 RS->F.do svalutazione. RG -> rischi crediti -6 369,45 205 945, SS 5680 7725 6369,45 $630 7725 6369,45 RATEI I ratei sono quote di entrate o di uscite future che misurano ricavi o costi di competenza economica dell'esercizio, che avranno la loro manifestazione finanziaria in esercizi successivi. Il problema è che il costo/ricavo pagato e posticipato al 21/12 non è stato rilevato -> devo rilevare la parte di costo utilizzato. RATEI PASSIVI I ratei passivi rappresentano “debiti” relativi a componenti negativi di reddito (costi) già maturato, che avranno la manifestazione finanziaria nel futuro esercizio. ESEMPIO In data 01/04 è stato concluso un contratto annuale per la pulizia dei locali; il costo di 1500 euro è pagato in via posticipata.